Giovedi 8 Dicembre

Audi: il segreto della crescita nel 2015, nonostante il dieselgate

Il brand Audi continua la sua crescita confermando la sua leadership in Europa, nonostante lo scandalo delle emissioni truccate che ha colpito il Gruppo tedesco

La “bufera” del dieselgate, lo scandalo delle emissioni truccate del Gruppo Volskwagen, sembra non aver scalfito il brand Audi, capace di portare risultati di vendita più che positivi nell’anno appena trascorso. Ma come è stato possibile che un marchio così importante, travolto da uno degli scandali più devastanti dell’intera storia dell’automotive ne sia uscito praticamente indenne ? La “formula magica” della Casa dei quattro anello si nasconde probabilmente nelle parole del suo Presidente, Rupert Stadler, che a margine del nella conferenza di presentazione del bilancio 2015, ha dichiarato:” Si dice che non bisogna cercare il problema, ma il rimedio. Noi stiamo trovando entrambi”.

Passando ai meri numeri, scopriamo che il Costruttore teutonico ha distribuito nel mondo nell’anno appena trascorso ben 1.800.000 auto, circa 300 mila in più rispetto alle previsioni, registrando un segno più in oltre 60 mercati del globo. Audi ha quindi raggiunto un risultato operativo pari 5,1 miliardi di euro che però si riduce a 4,8 miliardi a causa degli eventi che sono accaduti, registrando così un calo del 6% rispetto al 2014.

Nonostante i risultati relativi al mercato americano erano quelli più a rischio, considerando che lo scandalo emissioni è partito proprio al di la dell’oceano, le vendite di Audi sono cresciute nel 2015 dell’11% (202.202 vetture), mentre nel Vecchio Continente la Casa di Ingolstadt ha raggiunto 800 mila immatricolazioni, confermando di essere il marchio premium più venduto in Europa.

E’ più complessa invece la situazione in Cina, dove Audi, come tutti i Costruttori, ha subito la crisi del mercato rallentando le sue ambizioni di crescita. “Puntiamo al consolidamento della nostra leadership nel segmento premium”, ha detto Stadler commentando le 570 mila auto vendute nell’ultimo anno contro le 578 mila del 2014. Meno rosei i risultati che riguardano il mercato cinese, colpito da un rallentamento generale della crescita, anche se i dati sono più che accettabili come sottolineato dalle 570 mila auto distribuite nel 2015 contro le 578 mila dell’anno precedente.

Audi AG controlla anche i brand “italiani” Lamborghini e Ducati, entrambi forti di ottimi risultati: La Casa del Toro è cresciuta del 28& grazie alla Huracan, mentre la Casa di Borgo Panigale ha distribuito 54.809 moto, ovvero più 10 mila rispetto all’anno precedente. Quindi le ipotesi della prima ore che parlavano di una cessione relativa a questi due brand per fare “cassa” sembra essere sfumata, così come l’intenzione di diminuire gli investimenti. L’unica rinuncia della Casa tedesca sarà quella di entrare nel Campionato del mondo di Formula Uno, cosa confermata da Stadler in persona. per il resto la posizione di questo brand verrà rafforzata con lo stesso vigore del passato, sviluppando auto sempre più raffinate e tecnologiche in grado di contrastare la più agguerrita concorrenza.