Domenica 4 Dicembre

Atletica, Tamberi e il suo ‘premio iridato’: “ho stretto la mano ad Harden, che figata!” [FOTO]

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L’iridato del salto in salto è stato ospite degli Houston Rockets e ha sfruttato l’opportunità per stringere la mano al suo idolo Harden

Dopo l’elettrizzante esperienza sulla pedana di Portland, dove Gianmarco Tamberi è diventato campione del mondo di salto in alto, le emozioni non sono finite per l’atleta azzurro, protagonista di un’altra giornata da ricordare.

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L’iridato italiano, infatti, è stato ospite degli Houston Rockets, sfruttando la possibilità di assistere al match contro Utah e di visitare gli spogliatoi dove i giocatori si concentrano prima di scendere sul parquet. La chicca finale è l’incontro con Harden: “la Nba è la mia grande passione. I Rockets mi hanno fatto vivere un’esperienza elettrizzante: la maglia autografata di James Harden, uno dei miei idoli, finisce in cornice nella mia camera. Ho avuto accesso a tutto quello che non avevo mai visto prima, quando tre volte in passato sono andato a vedere una partita Nba. Una delle esperienze più belle, interessanti, entusiasmanti della mia vita. Ho visto tutto il backstage di una partita, come gli uffici dei manager, talent scout e general manager e ho conosciuto il vicedirettore dei Rockets e tante persone“.

LaPresse/Reuters

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Tamberi non sta nella pelle e continua nel suo racconto: “sono poi sceso sul campo e ho visto la palestra dove si allenano, la fisioterapia dove trascorrono anche il pre-partita e tutta l’area dove lavorano con i video, che è praticamente un cinema con delle poltrone. Una cosa fantastica, stupenda. Poi lo spogliatoio che è una cosa inimmaginabile per quanto è bello: ognuno ha la sua panchina privata a forma di semicerchio con le maglie appese e le scarpe sotto. Nel pre-partita mi hanno fatto accedere ai posti dove passano loro, quindi tunnel, spogliatoio e fisioterapia dove fanno anche le fasciature. Sul parquet ho conosciuto tutti i giocatori: James Harden che è il mio preferito, Motiejūnas, Beasley. E’ stata una gran figata. L’unico peccato è che alla fine hanno perso. La cosa in assoluto più emozionante – ha concluso Tamberi – è stata conoscere il mio idolo. Quando ho dato la mano a James Harden mi batteva il cuore a mille. Fortunatamente mi hanno presentato come il campione del mondo e quindi mi ha… considerato! Sono riuscito a scambiare due parole e la maglia autografata che mi ha regalato finisce incorniciata, appesa in camera”.