Sabato 10 Dicembre

A tutto Di Francesco: “Zeman? L’unico con cui ridevo. Berardi come un figlio. Ecco il mio calcio…”

LaPresse/Alessandro Fiocchi

L’allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco racconta il suo calcio: “4-3-3 e attacco alla profondità. Da Zeman ho imparato tanto…”

Un calcio semplice che ha fatto impazzire la Serie A. “Palla in verticale, scarico, attacco alla profondità. Lo dico sempre ai ragazzi: due passaggi orizzontali sono già troppi. L’idea di base è la voglia di far crescere i giovani, di insegnare. Poi, il gioco senza palla è importante: il calcio è tempo e spazio. Il 4-3-3? Se subentrassi a stagione in corso mi adatterei. Però se una squadra mi sceglie sa che cosa mi piace, quindi dovrà sposare il mio modo di giocare. Il 4-3-3 ha un solo problema: fai fatica ad andare a marcare il play avversario. Per il resto, è spettacolare. Io in allenamento non lavoro mai su un secondo sistema di gioco”, parole e musica di Eusebio Di Francesco.

L’allenatore del Sassuolo si racconta in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: “Zeman aggrediva in ogni azione, io invece sono difranceschiano: va bene l’aggressione ma non sempre. A volte bisogna temporeggiare. Zeman è l’allenatore che mi ha lasciato di più, era dieci anni avanti, con lui mi divertivo in campo e fuori: è l’unico allenatore che mi ha fatto ridere. Bacca? attacca sempre la porta e non va mai in giro per il campo. Lui e Berardi possono fare i titolari ovunque, però ora non dite che vado al Milan: mi hanno accostato anche alla Nazionale, fa piacere ma restano chiacchiere.