Venerdi 9 Dicembre

Rugby – Sei Nazioni, Parisse: “gara facile con la Scozia? Vi sbagliate di grosso”

LaPresse/ALFREDO FALCONE

Il capitano della Nazionale italiana di rugby mette tutti in guardia sulla difficoltà del match di domani contro la Scozia

Torna in campo la Nazionale italiana di rugby per la terza gara del Sei Nazioni 2016. Prossima avversaria degli azzurri di Brunel sarà la Scozia di coach Cotter, pronta a tutto pur di metter fine alla lunga striscia di sconfitte, ben 9, di cui fa parte anche la sfida di un anno fa persa proprio contro gli azzurri a Murrayfield.
LaPresse/Alfredo Falcone

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Capitan Parisse mette in guardia i compagni sulla difficoltà del match, dove il pericolo di sottovalutare un avversario in crisi è sempre dietro l’angolo: “che sia una gara semplice lo pensate voi. Secondo tutti noi quella con la Scozia è la partita più dura di tutte. Se pensassimo che quella di questo sabato fosse la partita decisiva per il quinto posto e da vincere a tutti i costi, faremmo un errore madornale. Dobbiamo fare tutte le cose per bene, giocare con la giusta intensità per 80 minuti e il risultato arriverà di conseguenza“. Serve una grande prestazione per venire a capo della Scozia, Sergio Parisse lo sa bene: “veniamo entrambi da due sconfitte e le motivazioni saranno altissime per entrambe le squadre.

LaPresse/Fabio Ferrari

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La Scozia è cresciuta moltissimo e i risultati al Mondiale, con una semifinale sfiorata per un niente, dimostrano che hanno acquisito una struttura, una solidità di gioco e una fisicità efficacissima sul campo. Credo che questa sia la Scozia più forte degli ultimi anni. Sarà un match molto impegnativo. Ma francamente noi pensiamo solo a fare il nostro gioco. Il calo con l’Inghilterra nel finale? Ho visto in diversi compagni uno sguardo sconfortato dopo l’intercetto per la meta del 18-9. Dobbiamo crescere in certe situazioni, dobbiamo essere capaci di ripartire, perché mancavano 25 minuti e la partita era ancora apertissima. Si deve crescere e noi giocatori con più esperienza abbiamo il dovere di aiutare i compagni più giovani”.