Venerdi 2 Dicembre

Rio 2016, Malagò: “faremo come Londra, guardiamo bene la qualità degli ori”

LaPresse/Belen Sivori

Giovanni Malagò ottimista in vista delle Olimpiadi di Rio 2016: il ricambio generazionale non è un problema e non deve essere un alibi

Le Olimpiadi di Rio si avvicinano sempre più. Cresce l’attesa e con essa anche le aspettative, soprattutto per quanto riguarda gli atleti italiani. I tifosi e i campioni azzurri vogliono tanto dai prossimi Giochi Olimpici: a Rio punta a fare meglio di quanto fatto a Londra 2012. La pensa così anche il presidente del Coni, che è ottimista in vista delle Olimpiadi e spiega che però bisogna pesare bene le cose: “se a Rio 2016 resteremo nella top ten mondiale? Io penso proprio di sì, però una volta per tutte pesiamo le medaglie, non solo numericamente ma guardiamo anche bene il numero e la qualità degli ori“, ha spiegato Giovanni Malagò. “Partiamo dal presupposto che faremo come Londra – specifica il numero uno dello sport italiano a margine della presentazione del ‘Progetto Rio 2016’ andata in scena presso la Casa delle Armi al Foro Italico –, meno quelle medaglie che non sono nel programma (come il fioretto a squadre femminile e la sciabola a squadre maschile, ndr), differenze a parte i presupposti sono quelli“, ha aggiunto il numero 1 dello sport italiano. L’Italia deve fare i conti con il ricambio generazionale, che però non preoccupa e non spaventa anzi, è tanta la fiducia riposta sui giovani: “non è un alibi, c’è da tutte le altre parti del mondo. Prendete Montano, ha vinto l’oro ad Atene ed è stato perseguitato da una serie di problemi di natura fisica, ma è talmente un cavallo di razza che è riuscito a squalificarsi. Nessuno può permettersi di vivere di rendita, gli atleti in primis ma soprattutto i dirigenti che hanno l’obbligo di ricordarlo e di essere credibili“, ha concluso Giovanni Malagò.