Lunedi 5 Dicembre

Questione di palle

LaPresse/Spada

Il bimbo allenatore e quelli con le palle

In serie A esistono alcuni tipi di allenatore. Che sono molto diversi fra loro. Ieri sera abbiamo assistito alla dimostrazione pubblica del comportamento più fastidioso del “bimbo-allenatore”. Il bimbo-allenatore è un tipo di allenatore molto vizioso, molto ricco, abituato a persone che rispondono sempre e solo “sissignore” ai suoi vizi e ai suoi “desideri”.

LaPresse/Massimo Paolone

LaPresse/Massimo Paolone

Il bimbo-allenatore ieri sera, dopo che la sua squadra aveva perso l’ennesima partita senza giocare a calcio e tirando solo una volta nella porta avversaria, ha fatto quello che tutti i bambini viziati del mondo fanno, quando il mondo non gira secondo i loro desideri: ha detto “Io Non Gioco Più, Me Ne Vado”. Attenzione, non ha rescisso il contratto, rinunciando al suo stipendio, vista la trasparenza di gioco e caratteriale della sua squadra. No. Si è solo rifiutato di parlare, come vuole il contratto, con le televisioni e i telecronisti che lo aspettavano al varco dopo 100 e passa milioni spesi e dopo le imbarazzanti prestazioni di inizio 2016. Il bimbo-allenatore, al pensiero di tutta quella gente che gli avrebbe dato addosso (dalla signorina “stilista” alla signorina “garretto”) ha pensato bene di evitare la lotta e di fuggire, nel silenzio, nella notte.

LaPresse/Spada

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Silenzio stampa. Ergo: “Io non parlo con voi, plebaglia, che non capite nulla di calcio e non capite la mia squadra e non vedete i torti alla quale è settimanalmente sottoposta dalla classe arbitrale!” Il bimbo-allenatore è così “s-fuggito” alle telecamere, dopo che recentemente aveva fatto bella mostra di un dito medio alzato, dopo che aveva argomentato in maniera poco educata con una presentatrice tivù, dopo che aveva messo in parallelo la “classe” della Premier League” e la “rozza serie A”. Il bimbo-allenatore, quando le cose non vanno come vuole lui, se ne va. Non gioca più. È il modo in cui è stato abituato a vivere: o ubbidite a me, oppure io non gioco più. Un comportamento da veri uomini, non c’è che dire! In fondo, la sua squadra, da lui acquistata con soldi non suoi, è l’esatta fotografia del suo bimbo-allenatore: “visto che non vinciamo, ci facciamo espellere!”

LaPresse/Davide Anastasi

LaPresse/Davide Anastasi

Ah, che tristezza, e che pochezza, il bimbo-allenatore. In serie A, ci sono alcuni tipi di allenatore. Che sono molto diversi fra loro. Alcuni allenatori hanno le palle. Ricordiamo un allenatore toscano, la cui squadra navigava in bruttissime acque a inizio anno sportivo: nonostante questo, l’allenatore (con le palle) si rivolse sempre alla stampa con carattere e dignità, aiutando in questo modo la sua stessa squadra a fare gruppo, a compattarsi e a riprendere fiducia in sé stessa. Questa squadra e il suo allenatore oggi sono primi in classifica. Ricordiamo un altro allenatore toscano (con le palle) che alla domanda “e lei che giocatori vorrebbe dal suo Presidente?”, rispondeva: “Io ho questi giocatori e per me sono i migliori del mondo, adesso tocca a me dar loro un gioco”. Questo allenatore e la sua squadra sono secondi in classifica. Ricordiamo un allenatore serbo (con le palle) in crisi di risultati e di gioco, messo in discussione da tutto e tutti, non saltare una sola conferenza stampa o una sola intervista, anzi: “mettendosi sempre in primo piano, rispondendo a tutto e tutti, senza paura né alibi, ha riportato la fiducia nel cuore dei suoi giocatori”. La sua squadra è una delle migliori del girone di ritorno. In serie A esistono alcuni tipi di allenatore. Che sono molto diversi fra loro. Sta ai presidenti capire per tempo con chi hanno a che fare. I risultati delle loro squadre ne saranno una diretta conseguenza.