Sabato 3 Dicembre

L’importanza di essere squadra

LaPresse/Fabio Ferrari

La differenza fondamentale fra essere squadra e semplice insieme di giocatori

Arriva Juventus – Napoli. L’occasione giusta per gustarsi del grande calcio; una delle poche ormai, nella serie A italiana. Ci si prepara dunque alla sfida fra le 2 migliori compagini del campionato italiano in corso. Il momento perfetto per sottolineare l’importanza del concetto di squadra. Un concetto vincente. Sempre e ovunque.

La squadra è il fattore X che permette a 11 giocatori e al suo allenatore di fare la differenza rispetto ad altre formazioni. La squadra, un concetto impalpabile, indefinibile, eppure imprescindibile. Una squadra infatti non è solo 11 giocatori. Una squadra è quel qualcosa in più di magico che, quando avviene, avvolge i calciatori di una stessa società in un’aura fatta di coraggio, abnegazione, invincibilità. La squadra non è un semplice insieme di 11 esseri umani. La squadra non è mettere in campo 11 campioni dai nomi famosi. La squadra non si fa comprando 11 titolati top players. Nossignore. La squadra è tutt’altro. Juventus e Napoli, là sopra, in vetta, ne sono la lampante e pragmatica dimostrazione. Juventus e Napoli sono 2 SQUADRE.

Badolato/Lapresse

Badolato/Lapresse

La Juventus di Allegri ha perso 3 pezzi fondamentali in estate. Ha tenuto “botta”, si è rinsaldata con umiltà, si è “legata fraternamente” nel chiuso dello spogliatoio, ha unito vecchi eroi a nuovi campioncini, e oggi è lassù, a godersi il panorama, dopo avere inanellato una serie incredibile di partite vincenti. Nella Juventus e nel suo concetto di squadra non è da trascurare il “lato italiano”: nella Juve che iniziò questo ciclo, i giocatori da 1 a 6 erano tutti italiani. Lo stesso idioma, la stessa voglia, lo stesso fine.

 LaPresse/Gerardo Cafaro

LaPresse/Gerardo Cafaro

Il Napoli è squadra. Ha basato il suo concetto di squadra su coraggio, umiltà, democrazia, impegno, uguaglianza, lavoro. Quest’estate, non ci stancheremo mai di ripeterlo, mentre altre società riposavano in hotel e SPA a 5 stelle, i partenopei rinfrescavano i loro muscoli in compagnia, nelle fredde acque dei torrenti di montagna. Higuain è uguale a Insigne che è uguale a Callejon che è uguale ad Hamsik che è uguale a Sarri: uno per tutti, tutti per uno. E adesso il Napoli è capolista, non a caso. La squadra. Concetto quasi impossibile da definire. Più facile fare degli esempi. La Nazionale Italiana che nel 1982 vince il Mondiale in Spagna si fa squadra facendo fronte unico contro l’avversa stampa tricolore. E vince.

LaPresse/EFE

LaPresse/EFE

L’Atletico Madrid di Simeone si fa squadra contro il ricco e potente Real concittadino. E vince. Il Milan dell’era Sacchi è un gruppo unito in cui 3 olandesi si fondono a veri uomini italiani. E vince. Il Verona del miracolo Bagnoli è una accolita di giocatori non famosi che diventa un’equipe imbattibile. E vince. Il Barcellona di Pep Guardiola è cementificata amalgama catalana plasmata a forma di regione blaugrana. E vince. La squadra, vince.

Il resto è aria fritta e soldi gettati al vento. Ne sono la dimostrazione, al momento, 2 società che prendiamo a cattivo esempio. Il Real Madrid, che nonostante abbia speso più di tutte le squadre di tutti i pianeti, ha vinto solo una Liga delle ultime sette (compresa questa, se non ci sbagliamo), e l’Inter di Mancini&Moratti, che è tornata a spendere, inutilmente, come ai tempi d’oro. Peccato che di oro, al mondo, in questo momento, ne sia rimasto davvero poco. Il mondo è delle squadre. Unite. Compatte. Forti. Detto questo, godiamoci Juventus – Napoli.
E per una volta, godiamo del calcio come puro sport. Lasciando i veleni nel cassetto. Ce la faremo?