Domenica 11 Dicembre

Le verità di Boateng: “la lite con Ballack, le lettere di morte, le minacce alla mia donna: non è stato facile”

LaPresse/Spada

Tanti i particolari inediti svelati dal centrocampista del Milan Kevin Prince Boateng nella sua biografia: dalla lite con Ballack alle minacce di morte ricevute

Foto LaPresse - Spada

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Oggi Kevin Prince Boateng è un uomo diverso. Il suo ritorno al Milan gli ha ridato una serenità a tratti smarrita, Milano ormai la sua seconda casa. Che già in passato lo aveva accolto a braccia aperte, trasformandolo in una persona, prima ancora che un calciatore, migliore. Perché i primi anni di carriera per Boateng sono stati tutt’altro che semplici e la prima volta che balzò alle cronache fu per una lite con Ballack: episodio che insieme a tanti altri, il centrocampista ghanese racconta nella sua biografia della quale la Bild riporta alcune anticipazioni.

“Era il Mondiale 2010, durante la partita Ballack mi ha dato uno schiaffo l’arbitro Chris Foy però non se ne accorse. In molti nei talk show dei giorni successivi dissero che avevo premeditato di fargli male per fargli saltare il Mondiale. Sono stupidaggini, chi lo dice non ha mai giocato a calcio. In quasi ogni partita ci sono scontri del genere. Non si pensa ai Mondiali in quei momenti. Lui dovette uscire, io presi il giallo. Per me la storia era finita lì. Avevo 18 anni la prima volta che lo affrontai. Fin dal nostro primo incontro in Bundesliga avevamo avuto qualche scontro. Michael mi pestò volontariamente il piede e mi disse: ‘stai zitto, chi pensi di essere?’. Io gli risposi: ‘tu chi pensi di essere’. ‘Io sono una star’, replicò. ‘Anche le stelle cadono’ gli dissi”.

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Un episodio che causò diversi problemi a Boateng nei giorni successivi: “Una sera stavo portando fuori la spazzatura. Un signore sugli 80 mi vide e mi fece il dito medio. Mi rigarono la macchina. Oggi saprei gestirlo, all’epoca no. Le cose peggiori furono le minacce di morte. Mi arrivarono lettere a casa nelle quali mi veniva scritto: ‘Negro, bisognerebbe ucciderti col gas’, oppure ‘Stupreremo la tua donna’. Queste carinerie le denunciai alla polizia. Mi muovevo solo con le guardie del corpo”. Boateng svela poi un episodio che riguarda Di Matteo ai tempi dello Schalke: “Avevo sentito solo cose belle su di lui, anche da Drogba. La squadra però lo ha seguito solo per una settimana. Ha cercato di tenere un modo di guidare la squadra, con uno stile inadatto. C’erano tanti giovani, erano affamati, ma lui non dava loro il cibo giusto”.