Sabato 3 Dicembre

L’adrenalina di fuggire a nuoto dalle isole-prigioni: ecco la strana storia di Jacques Tuset

Ecco la strana storia di Jacques Tuset, l’uomo che ha deciso di provare l’adrenalina di fuggire a nuoto da tutte le isole-prigioni del mondo

Fuggire a nuoto da una prigione non è un’esperienza che capita di vivere spesso, l’adrenalina e il desiderio di evadere elettrizzano il corpo tanto da dare quella spinta in più, utile per accelerare la nuotata. No tranquilli, non stiamo pensando di farci arrestare per provare l’esperienza, ma stiamo per raccontare la strana storia di Jacques Tuset, nuotatore francese capace di compiere particolari imprese acquatiche, semplicemente con costume e occhialini.
alcatrazNuotare procura un senso di libertà e di evasione” spiega il dipendente della Sncf. “Tuffarsi in un ambiente naturale, anziché in una piscina, regala la sensazione di essere liberi come l’acqua”. Fin qui nulla di nuovo, per rimanere a bocca aperta bisogna analizzare da vicino le imprese di Jacques che hanno come comune denominatore le prigioni e il mare aperto. La prima avventura risale al 2000 e riguarda una vera e propria fuga da Alcatraz: Tuset percorse a nuoto la distanza che separa la prigione da San Francisco e da quel momento in poi non si è più fermato, il fascino di evadere a nuoto dalle isole-prigioni di tutto il mondo, è diventato irresistibile.
Robben-Island Prima il tuffo da Chateau d’If, al largo delle coste di Marsiglia, dove fu rinchiuso il Conte di Montecristo, poi da Ford Boyard (Francia occidentale) e da Robben Island, prigione dove Mandela rimase rinchiuso per 18 anni. A queste si aggiungono poi le fughe dall’isola-prigione di Spike in Irlanda, da quelle du Levant e di Sainte Marguerite, in Costa Azzurra, da Rottnest in Australia e infine da Gorée, la prigione degli schiavi a largo di Dakar. “Il mio non è solo un impegno sportivo, ma ci sono fini umanitari – confida Tuset – nuoto per raccogliere fondi per la ricerca contro la coroideremia, una malattia genetica rara caratterizzata dalla degenerazione progressiva dell’epitelio pigmentato retinico e dei capillari coroidei che condanna alla cecità bambini e adolescenti”. La prossima avventura è già fissata, e sarà in programma proprio oggi al largo delle coste della Guyana francese, dove sorge l’Isola du Salut, luogo di detenzione del capitano Dreyfus. Tuset si tufferà per raggiungere la costa che dista 14 km dall’isola. Insieme a lui ci saranno altri tre coraggiosi nuotatori che saranno assistiti da due barche che avranno il compito di soccorrerli in caso di attacco da parte degli squali.