Giovedi 8 Dicembre

La caduta dell’Imperatore: Roma, è finito il regno Totti!

LaPresse/Alfredo Falcone

Le parole di ieri contro Spalletti, la decisione dell’allenatore di non convocarlo, lui che lascia l’allenamento: Roma, è finito il regno Totti

LaPresse/Alfredo Falcone

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Questa è una di quelle storie in cui tutti si sarebbero aspettati il lieto fine: il popolo giallorosso che saluta il suo Imperatore a fine carriera, lacrime agli occhi e fazzoletti in mano per celebrare la fine di un regno durato oltre un ventennio. Amore viscerale. Dici Roma, dici Totti. Praticamente una cosa sola. Simbolo romano e della romanità, lui, ragazzo prodigio cresciuto da sempre con il giallorosso come fede: qualcosa che va oltre l’essere una bandiera, un legame quasi mistico. Che oggi si è visto allontanato da quello che è stato il  suo regno, destituito dal suo trono. La fine di un impero, quello che ha visto Francesco Totti come unico Imperatore: un amore, quello della sua gente, conquistato per anni sul campo. Magia dopo magia, prodezza dopo prodezza. E chiudendo la porta in faccia al corteggiamento dei più forti club del mondo.

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Perché Totti è la Roma e abituarci a vedere oggi una Roma senza Totti non sarà facile. La rottura con Luciano Spalletti è insanabile, dopo le parole di ieri da parte del capitano giallorosso (“con Spaletti solo buongiorno e buonasera”) è arrivato da parte dell’allenatore la decisione di non convocarlo per scelta tecnica. E lui, scarpini slacciati e orgoglio di chi quella maglia ce l’ha tatuata nell’anima, ha salutato tutti e lasciato anzitempo l’allenamento. La caduta del regno Totti. E come succede per ogni Imperatore, nemmeno questa volta è arrivato il lieto fine.