Venerdi 9 Dicembre

Ciclismo: petizione per non archiviare il caso Pantani

LAPRESSE

I tifosi di Pantani non vogliono vedere archiviata l’inchiesta sulla sua morte: arriva la petizione su Charge.org

Tra due giorni saranno passati ben 12 anni dalla morte del ciclista italiano Marco Pantani. Ancora non è stata fatta chiarezza sul suo decesso: omicidio o mix di droga e antidepressivi? Non si sa e non è detto che mai si saprà. Quel che è certo è che il caso non è stato archiviato grazie al gip di Rimini, Vinicio Cantarini che ha deciso di accogliere il ricorso presentato dall’avvocato della famiglia Pantani e la prima udienza è fissata per il 24 febbraio. I tifosi, gli appassionati di ciclismo e tutti gli amanti del “Pirata” stanno firmando una petizione su Change.org per chiedere di non archiviare l’inchiesta.

Foto Marco Rosi/Lapresse

Foto Marco Rosi/Lapresse

La petizione è stata lanciata da Sebastiano Gavasso: “era il 14 febbraio del 2004 quando Marco Pantani fu trovato senza vita nella sua stanza in un residence di Rimini. Su Pantani, negli anni, si è detto e scritto tantissimo. Indiscrezioni, sorprese e mezze verità hanno accompagnato la sua storia di uomo e di sportivo, prima e dopo la morte. Lasciando sulla sua vicenda tante, troppe ombre“, si legge nel testo. “A settembre dello scorso anno il pm Paolo Giovagnoli ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte. L’avvocato della famiglia ha presentato ricorso e il gip di Rimini, Vinicio Cantarini, ha deciso di accoglierlo. Per stabilire se esistono ancora punti non chiariti, se Pantani è stato ucciso o se ha perso la vita per un mix di droga e antidepressivi – come sostiene la procura, è stata fissata una prima udienza il prossimo 24 febbraio. Con questa petizione chiediamo che il caso non venga archiviato“, continua la petizione.