Mercoledi 7 Dicembre

Cassano-Real, quanti retroscena: “cibo e donne che goduria! Facevo sesso quasi ogni giorno”

L’attaccante della Sampdoria racconta la sua avventura al Real Madrid vissuta tra gli eccessi, tra cibo e donne arrivò a pesare 93 kg

Una carriera scoppiata a Bari, sul finire di un pomeriggio che passò alla storia per quel gol fantastico segnato a Ferron. Da lì un’escalation di emozioni e delusioni, gioie e amarezze, tutte targate Antonio Cassano.

antonio-cassano Dalla Roma alla Sampdoria, dal Milan all’Inter passando per il Parma senza dimenticare il momento più alto della propria vita calcistica: il Real Madrid“Mi chiamò Bronzetti commenta Cassano al quotidiano spagnolo As – e mi disse: ‘Antonio, vuoi andare nella squadra più grande della storia?’. Io risposi: ‘E qual è? Lui: ‘Il Real’. Io quasi mi sono incazzato: ‘Ernesto, vai a…’. Ma non scherzava. Venne da me e mi passò Florentino Perez al telefono. Non potevo dire di no. Molti avrebbero pagato per giocare lì. E poi quello era il Madrid dei Galácticos!”.

antonio cassano Un’esperienza tra molti bassi e pochissimi alti, un’occasione gettata al vento come nessun altro avrebbe fatto: “solo uno scemo può essersi comportato come ho fatto io. Quando uno è giovane, 20 anni, e con la passione per le ragazze… ha una forza che potresti far sesso ogni giorno. E le opportunità io le ho sempre avute. Ero Cassano, il giocatore del Real! Se avessi fatto qualsiasi altro mestiere non mi avrebbe filato nessuna, nemmeno mia madre! Sono un tipo ok, ma non bello. Amo mangiare ma al Real sono arrivato a pesare 93 chili. E per me il peso ideale sarebbe 83 perché sono alto 1,75. Tutto a causa, o grazie fate voi, ad un amico che avevo lì a Mirasierra, alle 10 mi portava in appartamento tutto il cibo che volevo. Io lo pagavo 200 o anche 500 euro. La sfortuna era che quando si giocava fuori casa… lui non ci fosse!”.

LaPresse/Reuters

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Compagni fantastici, calciatori super, Cassano li racconta così: “Guti era fantastico, di un altro mondo. Però non era costante: una volta si allenava bene, un’altra no, un’altra ancora se ne andava prima. Nessuno sapeva dove andasse. Zidane? Chapeau, come giocatore e come persona. E come si allenava! Non parlava mai: in un anno e mezzo avrà parlato tre volte e quando parlava tutto il mondo stava lì ad ascoltarlo. Trionferà anche come allenatore. Raul un altro grande leader di quella squadra”. E come non parlare di Beckham: “conquistavo più ragazze di lui. David era perfetto ed anche una brava persona, le ragazze volevano conoscerlo ma era sposato con un figlio quindi non era fattibile come cosa. Anche io avevo una ragazza quando arrivai a Madrid, poi però dopo un mese…”. Una carriera che poteva essere e invece non è stata, la camiseta blanca indossata sena infamia e senza gloria, un’occasione sprecata che non tornerà mai più: è Antonio Cassano: prendere o lasciare!