Venerdi 9 Dicembre

Canottaggio: figlio di Abbagnale a rischio squalifica per doping, salterà Rio?

Vincenzo Abbagnale, figlio di Giuseppe, potrebbe essere squalificato per doping: ha saltato tre controlli antidoping

Il mondo del canottaggio sotto shock. Il figlio di Giuseppe Abbagnale, ex campione di canottaggio ha saltato ben tre controlli antidoping e probabilmente sarà squalificato e non potrà partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016.

vincenzo abbagnale Ad annunciarlo è stato proprio il sito della Federcanottaggio che parla di sfortuna: “si dice che la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo e se a questo aggiungiamo una buona dose di ingenuità che, sovente, hanno i ragazzi dell’età di Vincenzo, il quadro è completo. In questo mix è incappato involontariamente Vincenzo Abbagnale il quale il 1° febbraio u.s. non è riuscito ad arrivare in tempo ad un controllo a sorpresa dell’antidoping. Il ragazzo aveva già accumulato in precedenza due mancati controlli: il primo per una dimenticanza, il secondo perché il nuovo sistema gestionale, la cosiddetta piattaforma ADAMS, non gli ha confermato la segnalazione del luogo dove si trovava, e a questi si è aggiunto infine il terzo, quello del primo febbraio. Il Codice Sportivo Antidoping in merito è chiaro e non lascia spazio a interpretazione poiché prevede espressamente che, per la violazione dell’articolo 2.4 (mancata reperibilità), il periodo di squalifica a cui va incontro l’atleta potrà essere di due anni, con possibilità di riduzione ad un periodo minimo di un anno a seconda del grado di colpa attribuita all’atleta. Ed è questo che ora la nazionale italiana di canottaggio teme possa accadere al capovoga dell’otto in preparazione per affrontare le qualificazioni olimpiche. Una situazione che sta generando frustrazione e angoscia in tutto il gruppo di atleti in raduno a Sabaudia“, si legge sul sito ufficiale della Federazione.

vincenzo abbagnale2 Vincenzo ha 22 anni e pare abbia saltato un primo controllo per una dimenticanza, il secondo a causa di problemi col nuovo sistema gestionale. Cosa ha spinto l’atleta a saltare anche il terzo controllo? “Ho dormito a Roma poichè il mattino seguente dovevo sottopormi ad un controllo medico di routine, prima di raggiungere Sabaudia e, mentre ero in attesa del controllo, visto che si stava facendo tardi, ho deciso di lasciare lo studio medico e raggiungere Sabaudia. Sulla statale pontina ho ricevuto la telefonata del controllore antidoping al quale ho comunicato di essere in arrivo (sessanta minuti è il tempo massimo entro il quale l’atleta deve trovarsi nel luogo prefissato in seguito ad una comunicazione di controllo, ndr). Consapevole che potevo incorrere in una sanzione pesantissima, inizio ad accelerare tenendomi in contatto costante col sanitario. All’altezza di Latina, zona Borgo Piave e quindi a circa 35 minuti da Sabaudia, intorno alle 11.50 (dovevo arrivare entro le 12.30) con la ruota destra anteriore ho preso il ciglio stradale e l’auto nello sbandare si è bloccata. Non sapendo cosa fosse accaduto, e in preda all’agitazione, riesco a fermare un carro attrezzi che transitava in quel momento sulla strada e, contemporaneamente, ho avvisato il controllore antidoping dell’accaduto. Il meccanico, constatato che la ruota pur malconcia non era forata, riesce dopo vari tentativi a rimettere in moto l’auto e alle 12,00 riesco a ripartire alla volta di Sabaudia. Questi ultimi trenta chilometri sono stati i più lunghi della mia vita poichè tra dossi e limiti di velocità di cinquanta km/h sono arrivato a Sabaudia alle 12 e 46, mentre il controllore andava via lasciandomi nel panico per non aver sostenuto il terzo controllo a sorpresa“, ha raccontato il giovane atleta. Vincenzo è attualmente in raduno, dove rimarrà finchè non sarà ufficializzata una eventuale sanzione.