Venerdi 9 Dicembre

Buon compleanno Roberto Baggio: artista di un calcio che (forse) non tornerà mai più [FOTO]

Spada/Lapresse

Oggi Roberto Baggio compie 49 anni, ecco il nostro augurio al numero 10 che ha incantato il calcio italiano

I rigori li sbaglia solo colui che ha il coraggio di tirarli“. Nel giorno del suo compleanno, abbiamo deciso di iniziare da qui, dal momento più duro della carriera di Roberto Baggio, per esaltare prima l’uomo del mito, prima la personalità della classe, prima la leadership dei trofei.

LaPresse Torino/Bucco

LaPresse Torino/Bucco

Il Rose Bowl di Pasadena è il teatro del punto più triste della sua splendida carriera, quegli undici metri maledetti di una finale già scritta, quel rigore calciato alto che squarcia la tensione di un popolo travolto dall’amarezza. Una piccola parentesi in una storia a lieto fine, un racconto che lascia senza fiato solo a sentirlo, dagli inizi al Caldogno fino al passaggio al Vicenza per 500.000 lire, una cifra che strappa un sorriso nel calcio moderno, sempre più proiettato verso cifre iperboliche ed esagerate. Nel 1985 prima conquista la B da protagonista poi il suo ginocchio fa crac, due giorni dopo aver firmato con la Fiorentina: legamento crociato anteriore e menisco compromessi, la sua carriera è ad un bivio. La depressione lo assale e allora, Roberto Baggio, si converte al Buddhismo, abbandonando la fede cattolica che lo aveva accompagnato fino a quel momento. I viola decidono di tenerlo, azzeccando la mossa. La storia d’amore con la Fiorentina cresce a dismisura fino al passaggio alla Juventus, carico di polemiche e accuse.

Lapresse

Lapresse

Mi ricordo ancora la scena: quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch’io“. Non servono analisi approfondite per commentare le parole dell’allora suo procuratore Caliendo, sorpreso dal comportamento di colui che per l’avvocato Agnelli diventerà semplicemente “Raffaello“, un’artista con il pallone tra i piedi. Il 1993 è l’anno della consacrazione, conquista la Coppa Uefa da protagonista e convince i giornalisti di France Football a insignirlo del Pallone d’OroCon i bianconeri si prende anche scudetto e Coppa Italia nel ’95 prima di passare al Milan e bissare il titolo italiano al primo anno in rossonero. Gli anni successivi a Milanello diventano difficili, Baggio decide di accettare la corte del Bologna per poi continuare la sua carriera all’Inter e infine chiuderla nella sua Brescia che, nel giorno della sua ultima partita, decide di ritirare per sempre la sua numero 10.

Oggi ‘Raffaello’, o il ‘Divin Codino’ che dir si voglia, compie 49 anni, a lui non auguriamo semplicemente buon compleanno, ma lo ringraziamo per averci fatto amare il calcio degli anni ’90, un calcio genuino e autentico, un calcio che, forse, non tornerà mai più. Tanti auguri leggenda!