Venerdi 9 Dicembre

Squalifica Sarri, ecco servito il biscotto all’italiana…

LaPresse/Gerardo Cafaro

Il Giudice Sportivo ha messo de finitamente la parola fine sulla vicenda che ha visto protagonisti Maurizio Sarri e Roberto Mancini

Premessa doverosa: non stiamo qui a prendere parte su quanto accaduto tra Sarri e Mancini, non sta a noi stabilire se le accuse rivolte dall’allenatore del Napoli al collega nerazzurro siano etichettabili come omofobia o rilegabili a semplice sfogo ‘di campo’ (comunque da condannare) al termine di una partita tutt’altro che tranquilla. La nostra posizione l’abbiamo già espressa sempre da queste colonne, per noi ha semplicemente perso il calcio. In tutto il suo movimento, senza essere avvolti da nessuna bandiera o spinti da chissà quale faziosità.

Un polverone durato due giorni, conclusosi con un sostanziale nulla di fatto. Il Giudice Sportivo ha punito Sarri con due giornate di squalifica da scontare in TIM Cup e al pagamento di un’ammenda di 20 mila euro per, si legge nel comunicato, “avere, al 47° del secondo tempo, rivolto all’allenatore della squadra avversaria epiteti pesantemente insultanti; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale e dai collaboratori della Procura federale”.

Quindi, o per 48 ore in tutta Italia e non solo, si è parlato in maniera insensata di un caso che – secondo il Giudice Sportivo – caso non era, giusto per riempire rotocalchi, pagine di giornali e affinare le lame di moralisti vari sempre sul chi va là, oppure la pena non quantifica assolutamente il ‘reato’ commesso. E per chi, come noi, a questo sport crede ancora, in bocca non rimane altro che quell’amaro retrogusto di ‘biscotto all’italiana’.