Lunedi 5 Dicembre

Serie B, Abodi a Sport Fair: “Crotone come Carpi e Frosinone, nuovo Scida stadio simbolo della Magna Grecia”

Il Presidente della Lega B Andrea Abodi ai microfoni di StrettoWeb a 360° sullo Sporting Locri, le Riforme del Calcio, il Crotone e la Reggina

Ieri pomeriggio a Locri, cittadina calabrese della Provincia di Reggio Calabria affacciata sulle limpide acque del mar Jonio, le ragazze dello Sporting Locri sono tornate in campo per l’11ª partita della serie A elite di Calcio a 5 femminile. Una partita diversa dalle altre, perchè la prima dopo i noti fatti di dicembre quando il Presidente del club amaranto aveva rassegnato le dimissioni dopo aver ricevuto minacce di stampo ‘ndranghetistico su cui sono ancora in corso le indagini della magistratura, che ha aperto un’inchiesta.
Intanto il mondo dello sport s’è mobilitato per aiutare e sostenere le ragazze di Locri, oggi sconfitte 2-3 dal Lazio in una gara all’insegna del fair play in campo e sugli spalti. In Tribuna erano seduti anche Carlo Tavecchio, presidente della Figc, Andrea Abodi, Presidente della Lega B, e i vertici del calcio dilettantistico e di categoria.

Lapresse / Alfredo Falcone

Lapresse / Alfredo Falcone

A margine del match, presso la sede del Comune s’è tenuto un incontro forse ancor più importante per il futuro del club: il Sindaco di Locri Giovanni Calabrese ha accolto Tavecchio, Abodi e gli altri vertici del mondo sportivo e federale con cui s’è fatto il punto della situazione. La dirigenza dello Sporting Locri ha confermato la propria intenzione di disimpegno e ancora non s’è fatto vivo nessun nuovo investitore, ma il Sindaco s’è dimostrato fortemente volenteroso e intenzionato a dare un futuro alla società che svolge un importante compito sociale per tutta la Regione Calabria. La FIGC intanto ha dato la disponibilità ad un contributo economico per consentire al club di concludere questo campionato nonostante le dimissioni della dirigenza, in attesa di una nuova governance per la prossima stagione.

LaPresse - Matteo Bovo

LaPresse – Matteo Bovo

Raggiunto dai microfoni di StrettoWeb, il Presidente della Lega B Andrea Abodi si è voluto complimentare proprio con il Sindaco Calabrese (di nome e di fatto): “è una persona in gamba che ha tanta voglia di fare, per Locri e per lo Sporting Locri l’importante non è oggi ma l’importante è il domani. L’importante è che qui lo sport continui, e noi oggi siamo qui per questo. Arriveranno altri imprenditori, serve un cambio alla guida della società, ma intanto è importante che le ragazze continuino a giocare. Non siamo qui soltanto per una presenza e vicinanza comunque importante, ma abbiamo chiesto al Sindaco che ci garantisca il cambio di società e come Federazione gli abbiamo dato un segnale concreto, un supporto finanziario per garantire la continuità e il regolare svolgimento di questa stagione insieme alla Lega Dilettanti e alla Divisione di Calcio a 5, in attesa che la nuova società potrà andare avanti con le proprie forze“.

LaPresse / Piero Cruciatti

LaPresse / Piero Cruciatti

Abodi torna quindi in Calabria e spiega come tra una vicenda come quella dello Sporting Locri e la Serie B che presiede non c’è molta distanza, anzi: “il ruolo del calcio e soprattutto delle sue istituzioni è quello di esserci sempre, non solo quando si gioca. Il calcio è fatto di una quotidianità, non solo delle partite che sono gli eventi che attirano il grande pubblico. Ma dietro a quelle partite c’è molto altro. Il calcio ha un ruolo di responsabilità sociale, di solidarietà, di attenzione alla società civile e ai territori. Vogliamo riavvicinarci alla gente, e possiamo testimoniarlo soltanto così“.

LaPresse/Spada

LaPresse/Spada

Inevitabile, volgendo lo sguardo alla serie B, soffermarsi sulla favola del Crotone: un’altra città calabrese bagnata dalle acque del mar Jonio. “Crotone è l’emblema del nostro nuovo modo di intendere il calcio. Proprio a Crotone è grande la percezione da parte della gente comune che noi, e con noi intendo attori calcistici, non ci occupiamo soltanto della partita che si gioca il sabato, ma che vogliamo dare di più. C’è ovviamente anche il calcio giocato, grande elemento d’attrazione: è già successo lo scorso anno con Carpi e Frosinone, il Crotone sta determinando un motivo d’orgoglio e d’attrazione per tutto il territorio calabrese. Abbiamo realizzato uno studio su quanto negli ultimi sei mesi il nome ‘Crotone’ sia stato utilizzato dai mass-media e dai risultati di questa ricerca si capisce la crescita esponenziale determinata dai risultati sportivi del club calabrese. Un risultato che inevitabilmente si riverbera anche nei confronti del territorio e della città. Il calcio, così, è un elemento che crea un circuito virtuoso generando effetti positivi a catena. Quello che accade in campo, i risultati, la classifica, il bel gioco e i giovani lanciati verso grandi palcoscenici, è un elemento che responsabilizza le amministrazioni del territorio, fa crescere la cultura sportiva e civica, migliora una città“.

Abodi poi si sofferma sulle caratteristiche del Sud: “è una realtà dalle enormi potenzialità inespresse dal punto di vista culturale, ambientale, enogastronomico. Se le società di calcio, continuando a fare il proprio mestiere, riescono ad esaltare tutto questo sfruttando la loro esposizione mediatica garantita dal campionato e dai risultati sportivi, sono convinto che lo sviluppo sano verrà favorito proprio dallo sport. Ognuno si sentirà responsabilizzato per l’attenzione che c’è nei confronti della città e della provincia di Crotone“.

I progetti della Lega B sono sempre più nobili: “ci impegniamo molto perché oltre al campo di gioco migliori il contesto, a partire dall’infrastruttura, dallo stadio, fino all’impianto di allenamento. Sono tutti fattori che non possono rimanere troppo indietro rispetto alle attività sportive e calcistiche, abbiamo trovato a Crotone anche un’amministrazione che si è messa a nostra disposizione, e noi saremo elemento di stimolo, verifica e collaborazione come abbiamo già fatto in altre città, da Cagliari a Terni, da Pescara ad Avellino“.

LaPresse/Francesco Mazzitello

LaPresse/Francesco Mazzitello

Inevitabile il focus sul nuovo stadio di Crotone: “è tra i nostri obiettivi. Abbiamo costituito una società di scopo per le infrastrutture, e a Crotone abbiamo avuto già un incontro con l’amministrazione comunale. Nei prossimi giorni ne avremo un altro in cui coinvolgeremo anche la Regione così come abbiamo fatto in altre realtà, affinchè tutti gli organismi del territorio siano partecipi del progetto. Per Crotone ci sarà un primo passaggio per ammodernare lo Scida affinchè diventi più umano, senza gabbie, con più tecnologie e più servizi, altrimenti non possiamo chiedere e pretendere che la gente venga al campo solo per spirito d’appartenenza, servono condizioni ambientali adeguate. Sono adeguamenti che riguardano non tanto la capienza che è già sufficiente, ma la visibilità e i servizi, a prescindere dalla categoria. Poi come secondo passaggio si studierà l’ipotesi di aumentare anche la capienza, e su questo abbiamo due opzioni. La prima è di intervenire nella stessa area dello Scida, la seconda è ricostruire tutto da zero altrove. Se verrà ricostruito tutto nella stessa area dello Scida, già sappiamo che lì sotterrati ci sono straordinari beni archeologici. Siamo molto sensibili a questo e dovremo essere pronti a proporre, in caso di probabile emersione di questi beni in fase di cantiere, una loro valorizzazione all’interno dell’impianto calcistico, in cui potrebbero essere integrati. Sarebbe uno stadio di grande fascino, simbolo dello sport nella terra della Magna Grecia. In alternativa, con minori vincoli si opterà per un’altra area“.

Assemblea ordinaria della Lega Nazionale Professionisti Serie BVolgendo più in generale lo sguardo alla serie B, Abodi spiega i risultati dei progetti già avviati: “ci siamo dati una funzione sociale importante, e prima di tutto abbiamo lanciato un rinnovamento interno. Abbiamo lavorato sui giovani e sul loro indirizzo sportivo, aprendo una nuova stagione in cui il lavoro è incentrato sulla scuola, sui vivai e sulla formazione. In questi 5 anni siamo riusciti ad invertire la tendenza precedente in cui i club spendevano e spandevano ben al di sopra di quanto potessero consentire, producendo debiti e contemporaneamente la gente si allontanava dagli stadi. Adesso il modo con cui le società stanno investendo è molto più equilibrato, ci sono meno risorse per i salari dei calciatori, ridotti del 25%, ma ragionati meglio rispetto alle esagerazioni precedenti, invece ci si dedica di più alle infrastrutture, all’organizzazione e al settore giovanile che sono strategici e funzionali ai progetti importanti. Non tutti si stanno adeguando, ma c’è una tendenza positiva in tal senso“.

Infine, un passaggio sulla Reggina che d’estate non è riuscita ad iscriversi alla Lega Pro ed è sparita dai campionati professionistici: “è ancora grande il dispiacere per quanto accaduto in quei giorni terribili, anche per quello che la Reggina ha rappresentato per tutto il Sud Italia, ha avuto un decennio fantastico in serie A e ha dato tantissimo a questo territorio. Ma nel calcio si può sempre ripartire, e la Reggina non è morta: non sta partecipando a campionati professionistici ma è viva con progetti di grande rilevanza sociale, nel settore della formazione e dell’educazione, con la cura di piccoli talenti in un territorio ricco di potenzialità, in piena sintonia con quello che è l’indirizzo del calcio moderno più sano e pulito” conclude Abodi.