Martedi 6 Dicembre

Pirlo bacchetta i giovani talenti: “Pensano solo a fare selfie. Pogba? Mai visto uno forte come lui”

LaPresse/Spada

Andrea Pirlo torna a parlare dei giovani della nostra Serie A: “un allenamento in prima squadra e si sentono arrivati. Ai miei tempi avevi paura anche a parlare…”

LaPresse/Daniele Badolato

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Un pensiero fisso per l’Italia, nonostante l’Mls ormai sia la sua nuova casa calcistica. Andrea Pirlo racconta in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport così i suoi primi mesi lontano dall’Italia e prova a farci capire la realtà del calci o americano: “I ragazzi arrivano in Major League dalle università. La tattica non la sanno, la tecnica è poca, il fisico tanto. Il calcio però è diventato lo sport più praticato, anche più del basket. Servono cultura e professionalità”.

Un altro calcio rispetto all’Italia, ma anche nel nostro Paese Pirlo intravede differenze importanti rispetto al passato: “Una volta, in prima squadra, avevi paura a parlare e stavi in un angolo. Era una dittatura degli anziani. Ti presentavi con l’orecchino, te lo toglievano. Ti facevi crescere i capelli, te li tagliavano. Adesso un ragazzo viene a fare un allenamento con la prima squadra e pensa di essere arrivato: la cosa più importante è mettersi lì a fare le foto. Quando ero un ragazzino l’unico desiderio era quello di giocare a calcio, adesso ci sono i videogiochi, la PlayStation, la televisione: la tecnologia ha rovinato tutto”.

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Pirlo si esprime poi su diversi giovani del campionato italiano: “Rugani e Bernardeschi sono due ragazzi seri, Pogba il giovane più forte che ho visto nella mia carriera. Verratti non mi somiglia, però è il calciatore che può giocare per vent’anni in Nazionale. Si dice che in Italia i ragazzi non giocano ma guardate Donnarumma: chi è più bravo lo spazio lo trova. Un centrocampista che mi piace? Dioussé dell’Empoli”.