Martedi 6 Dicembre

Paulo Dybala tra gloria e nostalgia: “mi manca mio padre ma sono felice di aver realizzato il suo sogno”

LaPresse/Daniele Badolato

Il talento argentino, che sta guidando la Juventus in questa entusiasmante stagione, rivela alcuni particolari commoventi della propria infanzia

Gol e prestazioni sopra la media, dodici reti e otto assist fondamentali per inanellare una lunga striscia di dodici vittorie. Paulo Dybala è l’uomo del momento per la Juventus, il giocatore che, insieme a Higuain, si sta prendendo la copertina di questa serie A.

LaPresse/Daniele Badolato

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La storia del talento argentino non è stata semplice, sacrifici e sudore per inseguire il sogno del padre, morto quando Dybala aveva 15 anni e ancora lottava per costruirsi un futuro. “Piango per mio padre, morto quando avevo 15 anni. Ha lottato per tanto tempo contro un tumore al pancreas, ma è stato inutile. A me, per proteggermi, non dicevano tutto, così io mi illudevo, speravo che guarisse. Oggi parlo spesso di lui con mamma, mi succede di sognarlo e ogni volta mi sveglio tra le lacrime. Mio padre aveva un sogno: che uno almeno dei suoi tre figli diventasse calciatore. Non c’è riuscito Gustavo, il maggiore, e neanche Mariano, che tutti dicono fosse più forte di me, ma che è stato vinto dalla nostalgia di casa.

LaPresse/Daniele Badolato

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Perciò io dovevo farcela: per onorare la memoria di papà ed esaudire il suo desiderio. Lui mi aveva accompagnato a ogni allenamento,un’ora di macchina da Laguna Larga, dove vivevamo, a Cordoba. Quando papà morì, chiesi alla società di farmi tornare a casa. Per 6 mesi giocai nella squadra del mio paesino, poi rientrai nell’Instituto. E dato che non c’era più nessuno che poteva portarmi avanti e indietro dall’allenamento, mi trasferii nella pensione della squadra. Non fu facile: ero rimasto orfano da poco e avevo la famiglia lontano. Mi chiudevo in bagno a piangere, ma non ho mollato. E oggi so che papà è orgoglioso di me. I miei gol li dedico a lui“.