Lunedi 5 Dicembre

Nuoto: la Federazione italiana ricorda la tragedia di Brema

Ieri a Brema una celebrazione commemorativa per i morti del tragico incidente aereo di 50 anni fa

Si è tenuta ieri a Brema una giornata di commemorazione per la selezione della Nazionale italiana di nuoto rimasta vittima esattamente 50 anni fa insieme al telecronista Rai Nico Sapio e ad altri viaggiatori, nell’incidente aereo del 28 gennaio 1966 di Brema. Nella città tedesca si è tenuta una bella cerimonia commemorativa alla quale erano presenti una delegazione della Federazione italiana guidata dal presidente Paolo Barelli.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Un commovente minuti di silenzio è stato osservato proprio all’orario esatto dell’incidente, alle 18.51, non solo a Brema ma anche in tutte le piscine italiane e al salone d’onore del Coni dove erano riuniti diversi atleti azzurri, di adesso e del passato, insieme alle famiglie delle vittime,  mentre poi è stata inaugurata una targa commemorativa. ”E’ stata una manifestazione molto toccante e commovente, oggi erano presenti anche i parenti delle vittime non italiane. Alle 18.51 in punto abbiamo osservato un minuto di silenzio e poi posato sul luogo dell’incidente le corone di fiori, quella della federazione, del consolato e della comunità di Brema in ricordo delle vittime. Il ricordo di questa toccante giornata rimarrà indelebile nelle nostre menti”, ha dichiarato il presidente della Federnuoto.

LaPresse/Vincenzo Livieri

LaPresse/Vincenzo Livieri

Anche l’ex campione italiano Massimiliano Rosolina ha ricordato le vittime di quella tragedia: ”purtroppo i ragazzi periti nel tragico incidente di Brema non hanno avuto la fortuna agonistica di vincere un’Olimpiade come è successo a me, ma le loro memorie saranno sempre legate a una competizione di altissimo valore agonistico (la Coppa Brema, ndr) che è punto di riferimento per i nuotatori più forti d’Italia. E’ bello vedere dopo 50 anni che il loro ricordo è ancora vivo e fonte di ispirazione per molti atleti, soprattutto giovani; ed è doveroso che le loro figure continuino ad essere ricordate tra le corsie delle piscine di tutta Italia”. Non poteva mancare Daniela Beneck, ex nuotatrice, che per un puro caso è scampata alla tragedia: “io non andai a Brema perché pochi giorni prima si sposò mia sorella, ma poi la piscina di Brema non mi piaceva, era buia. Oggi sono qui per ricordare i miei amici, siamo cresciuti insieme, ma a me è mancato invecchiare con loro“.