Lunedi 5 Dicembre

Materazzi snobba Benitez: “non mi sorprende il suo esonero. Zidane? Sarà dura anche per lui”

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L’ex difensore dell’Inter commenta il passaggio di consegne avvenuto sulla panchina del Real Madrid tra due suoi nemici giurati: Rafa Benitez e Zinedine Zidane

Passaggio di consegne annunciato, ma avvolto nel mistero fino a pochi istanti prima che Florentino Perez si presentasse in sala stampa per dare l’annuncio al mondo intero. Benitez esonerato e panchina del Real Madrid affidata a Zinedine Zidane.

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Il mondo intero punta gli occhi in Spagna, tutti tranne uno, Marco Materazzi, nemico giurato sia dell’allenatore ex Napoli sia del francese. “Ho altro da fare che brindare a un licenziamento o pensare che è un passaggio di consegne fra i miei grandi “nemici” rivela l’ex difensore nerazzurro durante un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. “Ognuno prende la sua strada. Non sarebbe corretto infierire ora, quello che dovevo dire l’ho già detto. Lo avevo anche previsto: ho sbagliato solo di una decina di giorni. Puoi essere il migliore del mondo ma non vai lontano se non hai empatia con i giocatori, se non riesci a legare con quelli che hanno più personalità e se non hai dalla tua parte chi non fai giocare: sono loro quelli che ti aiutano nei momenti difficili. Madrid è una piazza difficile, non basta essere scelto dal presidente per avere un’immunità. Ai tifosi non basta vincere 1-0 e se segni tanti gol non gli basta una difesa che ne prende troppi: Benitez era un allenatore a rischio, in questo senso“.

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Questa esperienza potrà servire a Benitez per migliorare alcuni lati del suo carattere, ma Materazzi non sembra esserne sicuro: “conoscendolo, non credo lo farà: ha sempre gli stessi problemi e, arrivando a Madrid, invece che cercare di creare un buon rapporto con Cristiano Ronaldo si attacca al carro di Bale, io questo lo chiamo un film già visto. Il primo giorno alla Pinetina c’erano quattro giocatori: lui si mise a chiacchierare con Zanetti, Cambiasso e Cordoba e non degnò di una parola Chivu. Il fatto che parlassero la sua stessa lingua era un po’ debole, come scusa“. Sulla scelta di affidare la panchina di una delle squadre più forti del mondo ad un debuttante, Materazzi sottolinea: “o tornava Ancelotti, o davano la squadra a lui: non vedevo altra strada.

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È una scelta che ha una sua logica: Zidane nello spogliatoio può far valere il peso della sua personalità e il fatto di aver già lavorato con diversi giocatori, o comunque in quell’ambiente. Ma per lui non sarà una passeggiata: i grandi ex giocatori che passano in panchina, dopo 2-3 partite sono già condannati a fare risultato. Io comunque, e non sono ironico, dico in bocca al lupo a lui e a Santiago Solari“.