Venerdi 9 Dicembre

I segreti di Pirlo: “Inter? Rimango in MLS. Ecco perché sono andato via dalla Juventus…”

LaPresse/Fabio Ferrari

Andrea Pirlo torna a parlare del suo addio alla Juventus e chiude le porte ad un ritorno in Serie A: il centrocampista azzurro analizza poi la corsa scudetto e lancia una stilettata al Milan

LaPresse/Reuters

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Italia-America, andata senza… ritorno. Almeno per quanto riguarda il calcio giocato. Perché nonostante il display del telefono si accendesse in continuazione (e le chiamate in gran parte erano con prefisso italiano), Andrea Pirlo non tornerà in Serie A: “L’Inter? In queste settimane mi hanno chiamato un po’ di squadre. Ma ho fatto una scelta e non mi è parso il caso di rinnegarla dopo pochi mesi. È anche una questione di rispetto nei confronti di chi ha investito su di me”.

Nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera, Andrea Pirlo torna poi sulla scelta dell’addio ai colori bianconeri: “Dopo avere perso la finale di Champions a Berlino ci ho riflettuto un attimo. Sapevo che sarebbe stato difficile ripetere una stagione in cui comunque abbiamo vinto scudetto e Coppa Italia. Dopo certe annate si può solo peggiorare. Quindi sono andato dal presidente e gli ho detto che avrei voluto fare una nuova esperienza, ma non per svernare: per rimettermi in gioco. Andrea Agnelli è una persona in gamba, è bravissimo. Con lui c’era un accordo verbale in base al quale me ne sarei potuto andare. E così è stato”.

LaPresse/Riccardo Sanesi

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Mls sì, ma televisori sempre accesi sulla Serie A: “La Juventus è ancora la squadra più forte,  la squadra da battere. L’ho sempre detto, anche quando era 15 punti dietro: se le altre non sono riuscite a darle il colpo di grazia in quei momenti allora… penso proprio che riuscirà a vincere il quinto scudetto, anche se il Napoli gioca bene e può lottare fino alla fine, ma la Juventus è abituata a vincere”. Chi non sta attraversando un periodo entusiasmante è il Milan, ex squadra di Pirlo: “In effetti è un po’ in difficoltà. Però non è che si può cambiare allenatore ogni anno e fare la rivoluzione. Bisogna avere un programma”.