Martedi 6 Dicembre

“Frocio, finocchio”, “vecchio cazzone”: Sarri-Mancini, così perdiamo tutti

LaPresse/Gerardo Cafaro

Continua a fa discutere il battibecco avvenuto i ieri sera nei minuti finali di Napoli-Inter tra Sarri e Mancini. Accuse di omofobia, toni esasperati: a perdere, come spesso accade, è soltanto il calcio.

Così perdiamo tutti, c’è ben poco da aggiungere. E non si tratta della solita corsa al moralismo (finto o vero che sia), gioco a cui non vogliamo assolutamente partecipare. Ma da tifosi innamorati pazzi del gioco più bello del mondo, certe cose proprio non riusciamo a concepirle. “Sarri è un razzista,  uomini come lui non possono stare nel modo del calcio: avevo chiesto solo al quarto uomo il perché dei cinque minuti di recupero e lui ha iniziato a inveire contro di me, dandomi del ‘frocio’ e ‘finocchio’. Ha 60 anni e si deve vergognare, questo episodio cancella tutto. È una vergogna, uno che si comporta così in Inghilterra non vedrebbe più il campo”, le accuse pesantissime dell’allenatore dell’Inter subito dopo il fischio d’inizio.

Mi è scappata una parola, ma sono cose da campo e dovrebbero terminare lì. Non mi parlate di omofobia o cose del genere, è un’esagerazione. Ero inferocito per l’episodio, non ce l’avevo con Mancini e la mia parola non aveva nessun secondo fine: comunque mi aspetto che anche lui si scusi, visto che mi ha dato del ‘vecchio cazzone’. La prossima volta gli dirò ‘democristiano’ e la cosa finirà lì…”, la risposta di Sarri.

Purtroppo è tutto vero, nessuno scherzo orchestrato alla perfezione. Una polemica destinata a protarsi a lungo, un clamoroso autogol da qualunque posizione si tratti. Noi preferiamo non schierarci né da una parte né dall’altra. Noi, tifosi di calcio, abbiamo purtroppo già perso.