Domenica 11 Dicembre

Buon compleanno Peter Sagan, ciclista allegro e sensuale, passionale e combattente

Nel giorno del suo 26° compleanno, ecco il nostro regalo a Peter Sagan

Massiccio e sorridente, questo è Peter Sagan, il Valentino Rossi del ciclismo, la ventata d’aria fresca di cui tutto il movimento necessitava, il comunicatore allegro e sensuale che ancora mancava alle 2 ruote senza motore. Peter Sagan, da Zilina, Slovacchia, è l’uomo nuovo del nuovo ciclismo.

WORLD CHAMPIONSHIPS CYCLING Giovane, potente, ardito, indipendente: Sagan, come un ballerino, nasconde la potenza delle sue pedalate per far emergere la grazia dei suoi gesti atletici. Sagan piace: perché antepone sguardi sexy e larghi sorrisi alla rappresentazione mediatica della fatica. La sua fatica è parte del gioco, ma non sovrasta la passione. Né l’emozione. Né la gioia. Peter in bici diventa funambolo, ammaliatore, conquistatore. Impenna, saltella, sprinta. Si arrabbia. Cambia strada. S’invola.
Tante volte arriva secondo; eppure la gente lo ama. Forse proprio per questo. Perché alla fine ha sempre il sorriso sul viso, no matter what. Anche se qualche chilometro prima è caduto per colpa di un motociclista e ha preso poi a calci tutto quello che aveva intorno, nelle interviste dopo gara il bel Peter emana sempre positività (parlando di ciclismo corre l’obbligo di specificare che in questo caso il termine positività non ha nulla a che vedere con valori sanguigni, ematocrito o doping). Peter Sagan è “fumantino”, “passionale”, “combattente”.

LaPresse/EFE

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Per questo quando è in sella gli vedrete fare di tutto per vincere, anche quando sembra umanamente impossibile. Come faceva, quando era in vita, il nostro amato Pirata. Mai dire mai con Peter. Lui è capace di partenze improvvise e strapparegole. Lui ci prova. E ci mette sempre il cuore. Peter Sagan non si risparmia. Mai.
Lui dice: “Per me correre e vincere sono il motivo per cui capisco di essere vivo”. Il pubblico gli vuole bene.
E lui ricambia e contraccambia, regalando sempre emozioni e novità. Che si tratti di selle “camouflage”, “impennate improvvise” o “volate fulminanti”, il nostro slovacco “made in Italy” non delude mai.

saganTorello d’altri tempi, di certo non magro ed emaciato come certi campioni d’oggi costruiti in laboratorio,
Peter va oltre. Come ai Mondiali di Richmond: parte a 2 km dall’arrivo (dopo averne già percorsi 258) in volata-fuga solitaria. O la va o la spacca. Si gioca il tutto per tutto. Da solo. Contro tutti. Perde anche un pedale.
Ma vince. Spirito ribelle. Fisico possente. Animo generoso. Questo è Peter Sagan. In più, non bastasse, è pure bello e simpatico! E sensibile. Appena sceso dal podio, dopo aver vinto il Mondiale, Peter usa le sue parole davanti a un microfono per sottolineare le terribili situazioni che stanno vivendo in Europa esseri umani meno fortunati di lui e costretti a cambiare patria, città, confini. Ok, Peter non è solo questo. Peter è anche quello che, sul podio, coronando il sogno di (quasi) tutti gli spettatori che lo applaudivano, ha “mimato” un “tocco” con la sua mano sinistra al “rotondo sederino” della bionda miss accanto a lui. Guasconata, goliardata, follia.
Ma sì, dai, non mettiamola giù troppo dura. Torniamo a imparare a sorridere della vita. E a sorridere alla vita.

Amgen Tour of California - Men's Race Stage 4È tutto così breve che non vale la pena arrabbiarsi seriamente per delle stupidate. E poi, non dimentichiamolo: Peter Sagan è un talento, vero. Cristallino come un diamante. Puro come un fiocco di neve. E a un talento così, genio e sregolatezza a prescindere, qualcosa si deve e si può perdonare. In cambio avremo davanti agli occhi, gara dopo gara, un uomo-esempio per tutti i ciclisti, e non solo: un leader, un campione naturale, un forte corridore, un agonista indomito, uno sportivo leale.
Peter ama la libertà.
Peter è semplice.
Peter è Sagan.