Lunedi 5 Dicembre

Atletica, caso doping: la Wada accusa Diack ma “salva” Coe

LaPresse/Xinhua

La Wada non ha dubbi: Lamine Diack “responsabile”, salvo invece Sebastian Coe

Il mondo dell’atleta è in subbuglio dopo la bufera doping scatenatasi in Russia. L’agenzia mondiale anti-doping (Wada) ha diffuso oggi a Monaco di Baviera il suo rapporto riguardo il comportamento dell’Iaaf in tutta questa vicenda. Secondo il report della Wada, Lamine Diack, ex dirigente dell’Iaaf è “responsabile di un sistema di corruzione e associazione a delinquere” e la corruzione era “parte integrante della Iaaf“, il cui sistema di governance emerge come “inadatto a prevenire la corruzione con sistemi di controllo inefficaci“. La corruzione all’interno della Iaaf “non e’ paragonabile a quella di un commerciante di valuta estera che effettua transazioni non autorizzate, senza che i responsabili della banca lo sapessero o avessero dato il permesso. Qui si parte dal presidente dell’organizzazione e sono coinvolti il tesoriere e il consulente personale del presidente, che agiscono secondo le istruzioni dello stesso presidente. Sono coinvolti due dei figli del presidente, il responsabile medico e quello antidoping della Iaaf“, si legge ancora nel rapporto che accusa poi la Federazione di aver “permesso che tutto questo accadesse e deve assumersi le proprie responsabilita’. Continuare a negare rendera’ solo piu’ difficile fare dei progressi“. “La reputazione di tutta la Iaaf viene messa in discussione e questa reputazione deve essere ripulita”, continua la Wada. “Le informazioni sono piuttosto chiare e dimostrano che la corruzione partiva dal vertice della Iaaf, dal presidente Lamine Diack“, ha poi spiegato Richard McLaren, membro Wada. “La Iaaf non e’ stata sufficientemente attiva nell’indagare sui casi di doping ematicoLa consapevolezza della Iaaf in merito ai problemi della Russia era molto piu’ grande di quanto fosse noto, eppure la Iaaf non ha mostrato alcuna brama di occuparsi della questione“, ha aggiunto Dick Pound, presidente della Commissione Wada. Secondo la Wada però c’è ancora speranza: “è una favolosa opportunita’ per la Iaaf per andare avanti e non posso pensare a una persona migliore di Lord Coe per farlo“.