Venerdi 9 Dicembre

Top&Flop – Promossi e bocciati in casa… Roma

LaPresse/Alfredo Falcone

Florenzi si conferma l’anima della squadra, Pjanic il raggio di luce del centrocampo di Garcia: ma Dezko e Rudiger fanno piangere la Roma. Promossi e bocciati in casa giallorossa

Un avvio di campionato sprint, poi una brusca frenata e l’incubo delle stagioni precedenti che si ripresenta. Prima parte di stagione altalenante per la Roma, che però anche grazie al successo contro il Genoa regala un Natale più sereno a Rudi Garcia e chiude l’anno con trentadue punti in classifica. Ecco i promossi e i bocciati in casa Roma:

Promossi

Florenzi – E’ l’anima della Roma, l’unico nome che riesce a mettere d’accordo tutti: allenatore, critica, società e tifosi. Impegno sempre al massimo, polmoni senza fine e qualche gol pesantissimo (su tutti l’ultimo contro il Genoa che ha salvato la panchina a Garcia). Sotto l’albero lo splendore del meraviglioso gol realizzato al Barcellona in Champions League.

Pjanic – Il faro giallorosso parla bosniaco ed ha un piade quasi fatato oltre che una personalità riscontrabile in pochi altri. Caratteristica che lo mette in cima alle preferenze del tifo giallorosso, le sue perle su calcio di punizione delle autentiche gemme a cui ha ormai abituato compagni e avversari. Talento da preservare dalle sirene del mercato.

Bocciati

Dzeko – Dov’è finito il carro armato bosniaco che ha sempre realizzato caterve di gol con qualsiasi maglia e in qualsiasi campionato abbia giocato? A Roma se lo chiudono stupiti, quasi mortificati. Perché quello giallorosso sembra essere il fratello sfortunato dello Dzeko visto al Wolfsburg e al City: sprecone, macchinoso e… troppo nervoso. Un’involuzione davvero preoccupante.

Rudiger – Ma c’era proprio bisogno di correre in Germania per pagare a peso d’oro questo difensore? Il suo (pessimo) rendimento ha fatto finire sul banco degli imputati il direttore sportivo giallorosso Sabatini. E, guardando il campo, per una volta il buon Walter sembra proprio aver preso un abbaglio. Sarà solo questione di ambientamento al nostro campionato?