Martedi 6 Dicembre

Surf: al via il Pipeline Masters, dove tutto può succedere

Pierre Tostee

Iniziata alle Hawaii l’ultima tappa della World Surf League, decisiva per il titolo

Ieri è iniziata a Banzai, sulla North Shore di Oahu alle Hawaii, l’ultima tappa della World Surf League, decisiva per l’assegnazione del titolo di campione. L’andamento del tour ha fatto in modo che i primi sette surfer della classifica si contendessero la vittoria finale del circuito, proprio su una delle località più suggestive e difficili della stagione, nelle Hawaii, lì dove il surf non è uno sport, ma una ragione di vita.

fanningIl favorito è l’australiano Mick Fanning, il surfista che lo scorso Luglio è scampato all’attacco di uno squalo nella tappa sudafricana del tour, è il numero uno della classifica, campione del mondo per tre volte. Tuttavia la concorrenza è agguerrita: dietro di lui ci sono i brasiliani Filipe Toledo, Adriano De Souza, Gabriel Medina, l’australiano Owen Wright, l’altro brasiliano Italo Ferreira e Julian Wilson, australiano anche lui. Tutti questi surfisti hanno ancora la matematica possibilità di vincere il titolo, ma sembra più probabile che i primi quattro potranno contendersi la vittoria. Fanning ha 200 punti di vantaggio su Toledo (capace di vincere tre gare) e 450 su De Souza, un distacco minimo in questo sport. Il campione del mondo in carica, Gabriel Medina è 4°, con uno svantaggio di 4000 punti ma, vincendo l’ultima tappa, potrebbe confermarsi campione se Fanning non arriva secondo. Tuttavia, nel Pipeline Masters può succedere di tutto, d’altronde la tappa hawaiana è la più impegnativa.

Il nome viene dalle tipiche linee tubolari (appunto, pipeline) che in serie si scontrano contro il reef roccioso formando così onde perfette. Quel fondale composto da cavità rocciose e corallo morto rappresenta il maggior pericolo per gli atleti in gara. Non è una gara per surfisti qualunque, ma solo per i migliori. A rendere le cose ancor più interessanti è che dei primi sette in classifica, Julian Wilson, il settimo con remote possibilità di vittoria finale, è l’unico ad aver vinto questa gara.

LaPresse/ZUMAPRESS

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La lotta per il titolo è aperta anche nella classifica femminile, anche se sembra ristretta alle prime tre, la padrona di casa Carissa Moore, la statunitense Courtney Conlogue e l’australiana Sally Fitzgibbons. Queste surfiste sono le uniche ad aver superato quota 50000 punti in classifica e la Moore, essendo hawaiana, le proverà tutte per vincere la gara di casa.