Domenica 4 Dicembre

Roma 2024, Alex Zanardi ci crede: “Roma ce la può fare”

LaPresse/Fabio Cimaglia

Olimpiadi 2024 a Roma? L’ex pilota automobilistico Alex Zanardi ci crede

Si è tenuto questa mattina l’incontro al Quirinale tra una rappresentanza di atleti italiani e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra i presenti anche Alex Zanardi ex pilota automobilistico, adesso campione paralimpico.

p90192853_highresZanardi ha parlato della possibilità di ospitare le Olimpiadi 2024 in Italia, a Roma: “Roma ce la può fare per i Giochi del 2024? Non vedo perché no. Ci sono tante di quelle città che nominate in ogni angolo qualsiasi del mondo vengono riconosciute immediatamente da chiunque come ‘Le città più importanti del mondo’ e Roma è in cima alla lista. Il mondo è nato a Roma per molti aspetti. Credo che l’Olimpiade sia una cosa enorme, ma con Roma andrebbe sicuramente a braccetto, non è che Roma abbia necessariamente bisogno di una Olimpiade per diventare ancora più grande, come immagine di città meravigliosa che ha nel mondo, tuttavia sarebbe una grande occasione per ricordarlo, e credo che forse sia più l’olimpiade a meritarsi Roma rispetto al contrario, quindi è una cosa che da italiano mi auguro molto“, ha dichiarato il campione. “Mi è stato anche chiesto, e la dico come una battuta, se ero interessato a farne parte a livello organizzativo e io quando ho sentito l’annuncio per la prima volta mi sono ritrovato a fare i conti mentalmente nel calcolare quanti anni avrei perché l’unica veste in cui mi vedo è quella di atleta“, ha continuato Zanardi.

LaPresse/Fabio Cimaglia

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E’ bellissimo essere qui. Come ho detto nel mio discorso le cose si conquistano piano piano, chi ha fatto un percorso sportivo lo sa molto bene, ma è la vista stessa così. Essere riconosciuti e invitati qui al pari degli atleti normodotati a celebrare e a condividere le grandi soddisfazioni che abbiamo raccolto, è un momento importante, perché non solo regala a noi una grande gioia, ma credo dia anche al nostro Comitato Paralimpico degli strumenti in più. Ci sanno altri ragazzi che diventeranno competitor, la nostra vita sarà più dura, ma è questo che ci auguriamo. E’ la passione che ci anima e sapere che siamo stati seguiti, che c’è qualcuno che ci vuole bene, che ha gioito delle nostre soddisfazioni, è molto importante e può dare motivazione ad altre persone. La disabilità molto spesso rappresenta una interruzione a livello psicologico del cammino della vita e deve essere risolto, e lo sport è uno strumento potentissimo“, ha concluso l’ex pilota di F1.