Domenica 4 Dicembre

Orrore olimpico a Monaco 1972, le mogli degli ostaggi uccisi raccontano tutta la verità

Lapresse

Come riportano alcuni documenti, gli ostaggi israeliani furono torturati, picchiati ed evirati prima di essere uccisi. Ecco il terribile racconto delle mogli di due di essi

Un orrore taciuto, svelato pian piano nel corso degli anni. Una strage tremenda, quella di Monaco 1972, a cui lo sport rimarrà indelebilmente legato. Siamo in Germania, si stanno svolgendo le Olimpiadi del 1972 appunto, il 5 settembre tutto si ferma, otto fedayn palestinesi di Settembre nero entrano in una palazzina in cui alloggiano gli atleti israeliani.

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11 ostaggi, 2  uccisi immediatamente e gli altri 9 solo in seguito durante una sparatoria all’aeroporto tra tiratori tedeschi e terroristi. Oggi, a distanza di 43 anni, le mogli di due ostaggi trucidati in quel massacro decidono di raccontare al mondo cosa successe ai loro mariti, torturati e, addirittura, evirati, prima di morire. Era il 20 settembre del 1992, 20 anni dopo l’orrore, quando queste due donne vennero informate dai propri legali di aver ricevuto nuovi documenti e fotografie sulle ore del massacro. “Il momento in cui ho visto quelle foto è stato dolorosissimo – commenta una delle due donne. Fino a quel giorno mi ricordavo Yossef come un giovane uomo con un grande sorriso. Quel momento ha cancellato tutto quello che ricordavo di lui. Lo hanno evirato davanti ai suoi compagni, mio marito ha cercato di affrontare i terroristi ma lo ha torturato, evirato e lasciato morire davanti agli altri”. “I terroristi hanno sempre sostenuto di non essere entrati in azione per uccidere- dice l’altra donna – ma di volere solo la liberazione dei loro compagni dalle celle in Israele. Questo non è vero perchè molti cadaveri sono stati trovati con le ossa fratturate, segno che gli ostaggi sono stati picchiati selvaggiamente”. Una macchia che difficilmente potrà essere mai lavata, a distanza di così tanti anni il dolore è vivo e ancora lancinante, Monaco di Baviera non dimenticherà quegli undici atleti israeliani, che a settembre nel Villaggio Olimpico di Monaco verranno ricordati con un monumento. Il minimo affinché rimangano per sempre nella nostra memoria.