Lunedi 5 Dicembre

Niang, il futuro si chiama Milan: “voglio rimanere in rossonero per altri 10 anni”

LaPresse/Spada

L’attaccante francese del Milan disegna il suo futuro, esprimendo la voglia di rimanere in rossonero per molto tempo ancora

L’inizio, l’infortunio e la rinascita! Il 2015 di Mbaye Niang è riassunto tutto qui, il ritorno al Milan fortemente voluto da Sinisa Mihajlovic, la sfortuna abbattutasi su di lui per un problema al piede, il rientro e i due gol alla Sampdoria, prologo di una stagione da protagonista.

LaPresse/Iannone

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L’attaccante francese ha analizzato questi suoi primi mesi di Milan, dopo il ritorno dal Genoa, al Corriere dello Sport, sottolineando la sua voglia di rimanere in rossonero per tanti ancora. “Sì, se dipendesse da me non avrei problemi. Mi vedo ancora e sempre in questa squadra. Anche per altri 10 anni. Io non ho mai avuto dubbi: volevo tornare al Milan perchè mi sento parte integrante di questa squadra e di questa società. La mia carriera al Milan non inizia adesso. Con Allegri giocavo di più, ho disputato anche qualche bella gara. Diciamo che iniziando a segnare posso essere un’arma importante per la squadra e posso conquistare meglio la stima dell’allenatore. A gennaio avevo accettato di andare al Genoa con la formula del prestito secco per dimostrare di essere uno da Milan. Volevo tornare”.

LaPresse/Daniele Badolato

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La Francia del futuro può contare su due giovani si sicuro avvenire, Niang e Pogba: “io e Paul ci conosciamo da tanto tempo e abbiamo giocato spesso insieme nelle Nazionali giovanili francesi. Paul è più avanti di me, ha iniziato prima. Io sono più offensivo, ma so anche conquistarmi i palloni lontano dall’area di rigore avversaria. Certo, mi piacerebbe arrivare ai livelli di Pogba. Ho ancora un certo margine di crescita considerata la differenza di età. Adesso comunque penso solo al presente per diventare il migliore e conquistarmi un posto nella Francia”. Sul momento che attraversando il Milan: “Abbiamo perso una sola partita nell’ultimo periodo. La cura per guarire è molto semplice, bisogna solo lavorare, questa è la strada giusta. E nessuno di noi deve ascoltare quello che si dice fuori da Milanello”.