Giovedi 8 Dicembre

MotoGp, Lorenzo: “battere Rossi una goduria, quel colpo a Marquez io non lo avrei dato”

In un’intervista a Vogue, Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e la felicità provata dopo la vittoria del titolo mondiale di MotoGp

Il 2015 non è ancora finito, il Natale è alle porte e Jorge Lorenzo ha già scartato il suo regalo, un titolo mondiale arrivato dopo un duello pazzesco con Valentino Rossi, concluso nell’epilogo di Valencia.

LaPresse/Reuters

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È stata la gara più emozionante degli ultimi 30 anni almeno, forse della storia” commenta Jorge Lorenzo su ‘Vogue‘ in uscita a gennaio 2016. “Non ci potrebbe essere un finale più drammatico ed emozionante. Stavamo raggiungendo l’ultima curva dell’ultimo giro senza sapere chi era il campione. È stata la gara più emozionante degli ultimi 30 anni almeno, forse di sempre. E io ho vinto“. L’incidente tra Marquez e Rossi è ancora vivo nei ricordi di Lorenzo: “io sono arrivato al box ed i meccanici mi hanno spiegato cosa era successo. Poi l’ho visto nelle immagini e credo che si sia trattato di un’azione dura e chiara, raramente ho visto qualcosa di simile. Perché lo ha fatto? Credo che solo Valentino lo sappia, ma le immagini parlano da sole. L’azione non può essere giustificata, anche se perdessi i nervi non vorrei fare lo stesso, mai.

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Ma mi metto al posto di Rossi, ha avuto la possibilità di tornare a essere campione e ha visto come gli è scappata“. Lorenzo, sul tema della sconfitta è chiaro: “anche Michael Jordan e Leo Messi non hanno sempre avuto buoni tempi, immagino, ma non dobbiamo prendere il fallimento come un fallimento, ma come un successo incompiuto, che è il modo migliore per vedere. Dal fallimento si può uscire più forti e più saggi“. Infine il futuro: “ho ancora un anno di contratto e voglio rinnovare per altri due almeno ed è mia intenzione correre fino a 36 o 38 anni. Qualche tempo fa ho provato la macchina e non sono andato male, ma non voglio cambiare la mia personalità per piacere alla gente o coloro che non mi amano, come ha detto Kurt Cobain: preferisco essere odiato per quello che sono che amato per quello che non sono“.