Martedi 6 Dicembre

Moto Gp, Vale rinuncia al ricorso: parla l’avvocato Sanchez

LaPresse/Reuters

Paco Sanchez, avvocato famoso nel mondo delle due ruote, spiega perchè Rossi ha deciso di ritirare il ricorso presentato al Tas poco più di un mese fa

La stagione 2015 di Moto Gp è terminata da poco più di un mese, ma ancora si parla di quanto accaduto dal Gran Premio della Malesia in poi. Valentino Rossi a Sepang è stato penalizzato a causa di un presunto “calcio”, ma anche di alcune manovre scorrette, ai danni di Marc Marquez. Il pilota di Tavullia ha presentato ricorso al Tas per avere annullata la penalizzazione e quindi non partire dall’ultima posizione a Valencia. Il suo ricorso è stato però respinto, e nonostante l’incredibile rimonta, Rossi non è riuscito a raggiungere il compagno di squadra Jorge Lorenzo che ha così vinto il mondiale 2015. Di ieri la notizia che il “Doc” ha deciso di ritirare il ricorso. Ormai è tutto finito, Lorenzo è campione del mondo e nulla può cancellare ciò che è accaduto, inutile dunque attendere chissà quale decisione del Tas che eventualmente verrebbe presa in considerazione per la nuova stagione. Un avvocato famoso nel mondo della Moto Gp, legale di diversi piloti delle due ruote ha spiegato, in un’intervista a Marca.com, tutto perchè Rossi avrebbe deciso di ritirare il ricorso. “In realtà Rossi ha fatto ricorso sperando in una misura cautelare che gli consentisse di non partire dall’ultimo posto a Valencia, era logico che il TAS, per evitare rogne, avrebbe accettato il ricorso”, ha spiegato Paco Sanchez. La richiesta di Rossi però è stata respinta ma la procedura di arbitrato prevedeva tempi più lunghi, ma ormai qualsiasi decisione il Tas avesse preso (avrebbe ancora avuto 12 mesi di tempo a disposizione) Valentino non avrebbe potuto nulla per conquistare il suo decimo titolo mondiale: “non si poteva sperare in una decisione con effetto retroattivo… insomma, le corse non si possono cancellare. Il titolo era già segnato nel momento stesso in cui si è disputata la corsa di Valencia”, ha continuato Sanchez. L’avvocato appassionato delle due ruote e famoso nel mondo della Moto Gp ha poi affermato che il “Doc” ormai “non aveva nulla da guadagnare. Era assai improbabile che vedesse riconosciute le proprie ragioni, anche nell’ipotesi in cui il ricorso fosse stato accolto“. A Valentino Rossi non resta dunque che concentrarsi e allenarsi per la prossima stagione e “vendicarsi” in pista, stando però attento a non commettere altri errori che potrebbero costargli caro: i punti di penalizzazione sono validi ancora fino al prossimo settembre.