Martedi 6 Dicembre

Moto Gp, Jorge Lorenzo si racconta: il viaggio in India e l’infanzia difficile

Jorge Lorenzo si racconta tra viaggi in India, gare di Moto Gp e una difficile infanzia

Jorge Lorenzo, neo campione del mondo di Moto Gp, è sempre stato apparentemente un tipo “duro”, poco sorridente, forse scontroso. Il maiorchino però, dopo la visita in India alla Fondazione Vincente Ferrer, ha raccontato un po’ di sè a “El Pais”, svelando il suo “lato buono” e soprattutto raccontando cosa questa esperienza gli ha insegnato.

jorge lorenzo2 “Sono rimasto impressionato dalla positività, dall’allegria e dalle risate dei bambini. Soprattutto, quelli che hanno vissuto nella povertà e continuano ad affrontare situazioni spesso difficili. Sorridono molto più di noi… non solo i bambini, ma anche tante persone affette da problemi di salute, anzi sono loro quelli che sorridono di più”, ha raccontato Lorenzo. Il pilota Yamaha è felice di aver vissuto questa incredibile esperienza che gli ha insegnato tanto: “egoisticamente, è questa la lezione che imparo per la mia vita. Ed è questo che racconterò alla gente che conosco: oggi che abbiamo tutto, non abbiamo alcun problema fisico, siamo sani, non ci manca nulla, viviamo nel lusso, abbiamo televisioni, computer… siamo sempre inquieti, non ridiamo mai, a cominciare da me stesso, che sono una persona sicuramente seria”, ha continuato Lorenzo. Il maiorchino ha raccontato di essere veramente felice, come quando era bambino: “la felicità sta nel saper apprezzare quello che abbiamo. Crediamo che la felicità si misuri in base alle cose possedute, ma non è così. Io ora ho tutto quello che potrei desiderare, a livello materiale, ma sono felice come quando avevo sei anni e vivevo con i miei, in una famiglia umile. Il mio livello di felicità non è cambiato molto”.

LaPresse/Reuters

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Il neo campione del mondo ha poi spiegato perchè non sorride spesso, raccontando la sua infanzia durante la quale non ha ricevuto troppe “smancerie”: “anche se so che il sorriso è il miglior biglietto da visita e per questo vorrei farlo più spesso. Non quando sono nel box, perché lì ho bisogno di concentrazione e non sono capace di cambiare, né voglio farlo: ne risentirebbe il mio rendimento. Forse è per questo che sembro più serio o freddo di quanto non sia in realtà. Ma quando non sono al lavoro, nel box o nei miei meccanici, rido anch’io. Se da piccolo avessi avuto più abbracci, sicuramente ora non sarei qui a rilasciare questa intervista, e se, quando i miei genitori si sono separati, avessi scelto di vivere con mia madre anziché con mio padre, la mia carriera si sarebbe interrotta di colpo non avrei continuato a migliorare”. “L’onesta, la schiettezza, la disciplina, la convinzione che lavorando sodo si può ottenere tutto nella vita… tutte queste cose le ho apprese da mio padre. Altrimenti non sarei così combattivo, disciplinato e curioso di apprendere cose nuove”, ha concluso il maiorchino.