Sabato 10 Dicembre

L’artista Zidane e quell’indimenticabile magia da museo

Finale di Champions del 2002, Zinedine Zidane resta nella storia con uno dei gol più belli della manifestazione, un’opera d’arte da esporre nei musei d’arte contemporanea

Ci sono momenti in cui un gesto si trasforma in arte, diventando immortale. È stato così per il “dripping” pittorico di Jackson Pollock, per il tapping chitarristico di Eddie Van Halen e per il “morphing” grafico figlio dei tempi digitali. Di arte, non di altro, si deve parlare quando si descrive il gol di Zinedine Zidane durante la finale di Champions League del 2002.

zidaneArte: attività umana regolata da accorgimenti tecnici e fondata sullo studio e sull’esperienza. Così recita il vocabolario della lingua italiana. Così è, se vi pare. Arte: questo, non altro, è il riassunto in 4 lettere del 2-1 segnato dal francese Zidane in occasione della finale giocata contro il Bayer Leverkusen. Arte pura, figlia di classe cristallina. Un gol così, i comuni mortali, nemmeno se lo immaginano. Perché per immaginare mentalmente di poter fare un gol così devi prima conoscere bene le potenzialità del tuo corpo e le capacità derivanti dalla tua esperienza di gioco. Solo così, poi, puoi tentare una giocata che diventi arte. Il colpo di Zidane, con la maglia del Real, alla fine del primo tempo, è uno dei più alti esempi di arte contemporanea. La fisicità, la velocità, la pragmaticità del gesto di Zinedine sono quando di più attuale un artista del nostro tempo potesse esprimere.

real Il gol di Zidane sarebbe da museo d’arte moderna. Se ancora non è al posto che merita, è solo colpa del fatto che i critici d’arte sono troppo snob per avere il coraggio e l’umiltà di capire e omaggiare un capolavoro del genere. Il gol di Zidane è roba da museo. Da collezionisti. Da intenditori d’arte veri. Purtroppo il calcio è ancora considerato “troppo popolare” per poter essere considerato in grado di produrre arte. Figuriamoci arte con la A maiuscola. Zidane, nel suo gesto atletico, ha compresso, in un attimo: velocità d’esecuzione, potenza fisica, rapidità di pensiero, perfetta coordinazione, ottimizzazione del risultato. L’emozione che coglie chi guarda quel suo gol, ancor oggi, è grande.

roberto carlosVedere Roberto Carlos correre sulla fascia e poi lasciar partire un cross. Alto. Spiovente. E con la coda dell’occhio seguire Zidane, posizionato al limite dell’area avversaria. Osservarlo mentre si prepara: mentalmente, fisicamente. 3,2,1. Coordinazione. BOOOM! Come una catapulta d’altri tempi, esplodere improvvisamente una volèe calcistica di potenza inaudita e di precisione incredibile. Un colpo al volo: perfetto. Da sogno. Irripetibile. Meraviglioso. Quasi troppo veloce per i fotografi. Che faticano a immortalare con i loro obiettivi la perfetta postura del campione francese che ha appena colpito la palla diretta al sette della porta tedesca. Immagine da tramandare ai posteri per insegnare loro cosa è davvero successo, un giorno del 2002, su di un campo di calcio. Il nome dell’artista? Zinedine Zidane. Calciatore. Genio. Artista. Nato a Marsiglia nel 1972.