Martedi 6 Dicembre

I profitti delle squadre italiane: una faccenda spinosa

Le entrate delle squadre italiane sono ancora più basse rispetto alle società straniere

L’aspetto più importante nel calcio, ma anche negli altri sport di squadra, è quello dei risultati. Tuttavia, c’è un altro aspetto fondamentale che è quello dei bilanci delle società, che è legato a quello delle vittorie. Se vinci la maggior parte delle partite che giochi, infatti, porti a casa i trofei, i tifosi riempiono lo stadio, comprano i prodotti ufficiali e le società fanno cassa.

 LaPresse/Spada

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Va anche detto che vincere non basta. A influire sui bilanci delle società ci sono gli stipendi del personale, cioè calciatori, allenatori, membri dello staff tecnico e della dirigenza. Da qualche anno si guarda con attenzione ai fatturati delle squadre di calcio in Italia, a causa della mancanza di risultati delle italiane nelle coppe europee e delle difficoltà economiche di alcune società che sono fallite o hanno rischiato di sparire, come nel caso del Napoli, della Lazio e del Parma. Si paragonano i ricavi delle più importanti squadre italiane con quelli delle società straniere e il divario, nell’ultimo decennio, purtroppo è aumentato. La Juventus, grazie ai quattro scudetti consecutivi e al raggiungimento della finale di Champions League, poi persa contro il Barcellona, ha incrementato i suoi ricavi, arrivando a 328 milioni, più di Milan (224), Roma (187) e Inter (181).

LaPresse/EFE/Alberto Estevez

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Tuttavia, le principali squadre europee hanno ricavi molto più alti: il Real Madrid è primo a 578 milioni, il Barcellona secondo a 566, il Manchester United è terzo a 519 e il Bayern Monaco quarto a 474. Seguono in questa classifica il Manchester City a 462 milioni, l’Arsenal a 453 e il Chelsea a 413 milioni di Euro. Com’è possibile che queste squadre, le cui società spendono milioni di Euro per acquistare i migliori giocatori a disposizione guadagnino così tanto?

La risposta sta nei cotratti pubblicitari sottoscritti, nei biglietti acquistati dagli spettatori, nella vendita di prodotti ufficiali e nelle amichevoli estive giocate in altri continenti. L’insieme di questi elementi garantisce alle società straniere guadagni decisamente più alti rispetto a quelle italiane, che dipendono troppo dai soldi ottenuti tramite la cessione dei diritti televisivi.

LaPresse/PA

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Infatti, se la Juventus, con i diritti tv, ha incassato 106 milioni nella scorsa stagione, secondo la “Gazzetta dello Sport“, il guadagno ottenuto dai bianconeri grazie allo Juventus Stadium (10 milioni dall’hospitality; 3 dall’attività no matchday; 6 da tour, museo, membership, Accendi una Stella) è di molto inferiore rispetto agli incassi che Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco ottengono con le attività legate ai loro stadi, grazie ai quali guadagnano, rispettivamente 50, 43 e 38 milioni di Euro, senza tenere in considerazione la vendita dei biglietti delle partite. Le cose peggiorano con la sottoscrizione dei contratti pubblicitari: basti pensare che il Manchester United, nonostante non avesse vinto niente nella stagione 2013/2014, chiuse un contratto di sponsorizzazione di 10 anni con la Adidas che, a partire da questa stagione, garantirà ai Red Devils un guadagno di 941 milioni di Euro.

LaPresse/Daniele Badolato

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La Juventus può consolarsi con il fatto di aver chiuso il bilancio della scorsa stagione in attivo di 2 milioni, dopo cinque anni in rosso, nonostante l’aumento del monte ingaggi, che ha raggiunto quota 198 milioni. Le altre squadre italiane stanno messe peggio: il Milan ha chiuso il bilancio 2014 con un -91 milioni, nonostante la riduzione del monte ingaggi; la Roma con un passivo di 41 milioni; peggio ha fatto l’Inter con 140 milioni di Euro di passivo. La gravità della cosa è accentuata se si pensa che il Real Madrid, che nella scorsa stagione ha vinto solo (si fa per dire) la Supercoppa europea e il Campionato del mondo per club, ha chiuso il bilancio 2014/2015 con un utile di 42 milioni, il Barcellona del secondo “triplete” con un +45 e il Bayern Monaco, che ha vinto solo la Bundesliga, 24 milioni. Le società italiane devono invertire la tendenza e imitare gli esempi delle squadre straniere, altrimenti il divario, in termini di guadagni, è destinato ad aumentare.