Martedi 6 Dicembre

Food & Sport: ecco il soffice e delicato dessert che celebra la ballerina Anna Pavlova

Quali sono le caratteristiche di una vera ballerina? E lo sapete che c’è un dolce dedicato a una ballerina famosissima. Oggi mettiamo il tutù e scaldiamo forno e muscoli

Leggiadre, quasi impalpabili nel loro tutù dai colori pastello.  Le ballerine sono la cosa più simile alle nuvole che conosciamo ma la danza classica è una disciplina che richiede improvvisazione sul palco ma non di certo nella preparazione.

annaLa danza, proprio come la nostra ricetta di oggi, ha degli ingredienti ben precisi: elasticità, mobilità articolare, coordinazione.  Non solo non ci si improvvisa ballerini ma sono richieste doti ben precise.
Vediamo quali:

1) Il collo del piede: è determinato da una serie di articolazioni che partono dalla caviglia per arrivare alle dita. L’estensione di tutte queste determina la caratteristica forma del piede in punta. L’elemento imprescindibile da avere è la capacità di escursione articolare dell’astragalo all’interno del mortaio tibiotarsico. Per farla breve, tutti questi nomi assurdi portano ad un solo risultato: il perfetto allineamento tra ginocchio, malleolo e punta dei piedi.
Insomma, o ce l’hai o non ce l’hai, proprio come l’eleganza; e qui si parla di genetica. Il rischio a non avere collo del piede o averne troppo: tendiniti e fratture.

anna 22) Armonia: non stiamo parlando di grazia ma di proporzioni. Il corpo del ballerino deve essere snello, sottile ma ugualmente muscoloso. I canoni della danza sono cambiati e, se nell’Ottocento i corpi erano “leggermente più morbidi” ora la fisicità è più sottile ma decisamente più elastica. Sono cambiati i movimenti; quelli precedenti formavano una muscolatura esterna e quindi più massa; la danza moderna prevede l’utilizzo di muscoli più interni e meno visibili.

3) Elasticità: eccoci sul punto appena accennato. Il ballerino deve avere un corpo decisamente flessibile e quindi tendini e legamenti resistenti che permettono di alzare le gambe, flettere in avanti e indietro la schiena, senza dimenticare mai le proporzioni. Insomma, essere una canna di bambù

Una delle ballerine più famose è di certo Anna Pavlova a cui è stato dedicato addirittura un dessert. Durante la sua tournée in Nuova Zelanda, nel 1926, lo chef di un hotel di Wellington decise di dedicarle una torta soffice e impalpabile, proprio come un tutù, ma nel contempo resistente. Ecco quindi un guscio di meringa, morbida all’interno ma croccante fuori, guarnita con panna e frutta. La bellezza di questo dolce è che prevede infinite varianti: allora al via creme e frutta a seconda della stagionalità. Noi vi diamo la ricetta base, voi sbizzarritevi a portarla in tavola con tutù sempre diversi.

INGREDIENTI PER 6 MINI PAVLOVA

100 g di albume
100 g di zucchero fine
100 g di zucchero a velo
300 g di panna da montare già zuccherata
frutta a piacere

Accendi il forno a 110 gradi e rivesti una teglia con della carta forno.  Unisci nella stessa ciotola i due zuccheri e mescolali leggermente insieme. In un recipiente ben pulito e asciutto versa gli albumi e metà dello zucchero mixato e inizia a montare con le fruste elettriche. Devi ottenere una consistenza bella gonfia e “immobile”. Aggiungi poco alla volta, setacciandolo, lo zucchero rimanente e incorporalo con una spatola, girando dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto. Con un cucchiaio deposita un pochino del composto sulla teglia e, con il dorso bagnato del cucchiaio, appiattisci leggermente la superficie dove poi depositerai panna e frutta.

Inforna per 75 minuti. Lasciale raffreddare bene prima di staccarle e guarnirle. Appena prima di portarle in tavola, monta la panna e guarnisci ogni pavlova.

Ottima idea anche la crema pasticciera al cioccolato fondente per smorzare la dolcezza del guscio.

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