Sabato 10 Dicembre

Flaminio Bertoni, un genio italiano alla Citroen

La breve storia di Flaminio Beroni che disegnò la 2CV e la DS, due auto che fecero la storia del marchio automobilistico francese della Citroen e che reiventarono il modo di vedere le automobili

Flaminio Bertoni aveva la fronte alta, caratteristica di chi è molto intelligente. Flaminio Bertoni ha disegnato, con le sue grandi capacità, icone del mondo automobilistico: stiamo parlando di roba tipo la 2CV o la DS. Macchine immortali, che ancora oggi, solo a scrivere e leggere 2CV o DS, mettono i brividi al pensiero delle loro linee, efficaci, morbide, sensuali.

2CVBertoni nasce a Masnago, nel Gennaio del 1903. Tanto tempo fa. Rimane orfano del babbo quando è adolescente, e comincia quindi a lavorare molto presto. Prima come falegname e poi come lattoniere presso una carrozzeria. La carrozzeria Macchi. La sua esperienza come falegname e poi come lattoniere sarà fondamentale nella sua carriera di disegnatore di auto. Sapere se e come modellare tridimensionalmente influirà in modo decisivo sulle linee delle auto che la sua mente partorirà. Bertoni ammira e studia i disegni e le opere di Leonardo da Vinci e di Michele Buonarroti. Inizia imitando i loro disegni, per poi trovare la sua strada, diventando nel frattempo anche “capo disegnatore” alla Macchi, dove era entrato come semplice “apprendista”.

Da apprendista a disegnatore a progettista il passo per Flaminio Bertoni è breve. Ha 20 anni quando apre il suo studio. A Varese. In questo periodo viene notato dai vertici della Citroen, che 10 anni dopo lo assumono. È un Bertoni poliedrico quello che entra in Citroen. Pronto a stupire. E Bertoni mantiene le promesse.

DSNon ha ancora 40 anni quando disegna una macchina che farà la fortuna e la storia del marchio francese: la mitica 2CV. Una macchina che diventerà, durante la rivoluzione del 68 un vero e proprio simbolo di un movimento generazionale. Una macchina senza tempo. Una “macchina del tempo”, da tanti decenni ha superato immune con le sue tondeggianti curve in levare. E si arriva così, sulle ali del successo planetario della 2cavalli, al 1955. Anno in cui Bertoni cala un altro asso. Un’altra bomba. Una macchina talmente innovativa che ancora oggi le sue linee e le sue soluzioni tecniche possono essere considerate all’avanguardia. Si tratta della fantastica Citroen DS. La Dèesse. Ovvero: quando un’automobile diventa un’opera d’arte. Lo squalo. L’ammiraglia. L’Auto con la A maiuscola. Un progetto automobilistico rimasto immutato e intatto nel corso degli anni. Anzi, col tempo, la Dèesse ha aumentato le sue dosi di bellezza, fascino, eleganza.

AMI 6Bertoni però non è ancora soddisfatto. O, forse, sa che può e deve fare di più. Ecco allora arrivare nel 1961 la sua ultima creazione automobilistica: la Citroen Ami 6. Una macchina “talmente avanti” che ancora oggi le sue linee avveniristiche fanno storcere il naso a molti. Eppure la Ami 6, nonostante le sue linee non facili, fu la macchina più venduta in Francia nel corso degli anni 60. In sintesi, un altro successo di Flaminio Bertoni, italiano. Bertoni muore nel 1964. Ictus cerebrale. Il giorno è il 7 febbraio. L’ultimo giorno di RetroMobile. Forse non è un caso.