Lunedi 5 Dicembre

Esonero: salto nel buio o garanzia di successo?

LaPresse - Massimo Paolone

È vero o falso che cambiare allenatore equivale a migliorare le sorti di una squadra?

Hai in panchina un allenatore che nel calcio giocato ha ottenuto tanti successi e ha meritato quel tipo di onore che ci si può guadagnare solo sul campo. Hai scelto come allenatore della tua squadra un uomo vero, o almeno così lo hai definito quando hai fatto il suo nome alla stampa. Hai deciso di affidare la tua Sampdoria a uno che avesse le “palle” almeno tanto quanto il Mihajlovich che se ne è andato. Hai messo al timone della tua nave sampdoriana Walter Zenga. Sei a posto col mondo e con te stesso. Di meglio non si poteva fare. E i risultati, a parte un inciampo iniziale, ti danno ragione. Non ci si poteva aspettare che il dopo Miha fosse indolore. Però, a conti fatti, non è andata poi così male finora. E il peggio sembra essere passato. La squadra, dopo vari assemblaggi e qualche cassanata, sembra avere finalmente trovato la “quadra”. Poi, all’improvviso, comandato da non si sa bene quale ragione, motivazione, spiegazione, mandi via Zenga. E prendi, così dici, uno che “di migliore sulla piazza non ce ne stanno”, l’aeroplanino che tutti i tifosi volevano (il tifoso è anche esperto di calcio?), assumi Vincenzino Montella al comando della Samp. E i risultati, impietosi, ti sbattono in faccia la realtà che cambiare non vuol sempre dire migliorare. 3 sconfitte su 3 partite. 3-1 col Sassuolo. 4-1 col Milan. 1-0 con l’Udinese. Hai in panchina Delio Rossi, allenatore non di primo pelo, che ha già guidato squadre come Lazio, Fiorentina, Atalanta, Sampdoria, Palermo e Genoa. Hai in panchina Rossi ma le cose non vanno bene, per il tuo Bologna. Anzi, vanno proprio maluccio. I bolognesi mugugnano e non apprezzano. Storcono il naso e abbandonano lo stadio. E allora ti guardi intorno. Pensi. E ti viene in mente che c’è un allenatore che ha seguìto e allenato la sua squadra anche quando la società stava fallendo, portando sempre alti i veri valori dello sport-calcio. E così, dopo attenta analisi, emani due comunicati. Il primo: “Il Bologna Fc 1909 comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra Delio Rossi, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali“. Il secondo: “Il Bologna Fc 1909 comunica di aver affidato la guida tecnica della prima squadra a Roberto Donadoni, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2017.” E da quel momento in poi la tua squadra rinasce, gioca, vince, vola. Si diverte e diverte. Fino a sconfiggere, col sorriso sulle labbra di squadra e tifosi, il Napoli del miracolo Sarri. 3-2. È così che i risultati ti dicono, incontrovertibili, che cambiare vuol dire migliorare.