Giovedi 8 Dicembre

Dal calciatore Pirlo al pilota Trulli, i grandi campioni vanno in pensione in Cantina

Pare che sia un vero e proprio trend questo della “pensione” in mezzo ai vigneti. Ecco alcuni esempi di ex atleti che si dedicano alla sfida del vino, uno dei simboli della Bell’Italia

Il mondo dei campioni è eccitante. Sono degli idoli, compaiono sulle copertine dei giornali internazionali, amano il rischio, sono allenati e combattivi. Per un popolo del pallone come il nostro, il calciatore è il primo mito del bambino e spesso la prima cotta delle adolescenti, di pari passo con gli attori del red carpet.

Jarno Trulli

Jarno Trulli

Tuttavia, sebbene le copertine patinate ce li mostrino sempre giovani e belli e fermo restando che sicuramente ci sono lavori ben peggiori nella vita, si stancano anche loro. Ebbene si, succede. Il riposo del vero guerriero, a quanto pare, vede distese di viti al sole, una passione legata alla terra, la volontà di creare un prodotto eccellente. Si cambia campo da gioco e divisa, ma passione, costanza e allenamento non restano in panchina. Oggi facciamo un viaggio tra alcuni dei campioni che si sono ritirati in mezzo alle vigne, o che hanno da sempre avuto un debole per la produzione di buon vino e si sono diversificati, da campioni e basta a “campioni vitivinicoli”.

Vini Moser

Vini Moser

Tra i più famosi, certamente Jarno Trulli, pilota automobilistico, team principal e produttore di vini. Di origini abruzzesi, è un campione che mantiene una certa genuinità e dimostra da sempre l’ attaccamento alla sua terra. Infatti, i risultati delle sue imprese sportive sono finite proprio là, nel Comune di Alanno, dove nel 1999 ha acquistato un’antica tenuta e da allora si impegna a valorizzare il prestigio dei vitigni abruzzesi, il Montepulciano e il Trebbiano D’Abruzzo. Sono vitigni che, se aiutati da mani esperte e valorizzati dai giusti abbinamenti, vanno a 300 Km all’ora senza fatica.

Impossibile non pensare poi a Francesco Moser, ex ciclista e pistard italiano. Alla fine degli anni 80, riposta la bicicletta, decide di seguire le orme del padre proprio a casa sua, in Val di Cembra, vicino Trento. Il passo è sembrato del tutto naturale, dalla maglia rosa al rosè 100% Pinot Nero, ultima novità di casa Moser. Oggi, con il contributo dei figli, l’ex atleta regala al Trentino Alto Adige uno dei prodotti più di spicco nel paesaggio enologico regionale. A riprova del fatto che il miglior Team resta sempre la famiglia.

Centrocampista di fama internazionale, anche lui si dedica al campo che da buoni frutti: è Andrea Pirlo, che possiamo considerare la “new entry” rispetto ai colleghi Trulli e Moser. E’ nel 2007, infatti, che rileva una piccola proprietà alle porte di Brescia insieme alla famiglia, ripristinandone il vigore e la biodiversità attraverso una filiera produttiva rispettosa e uno scientifico rigore nei procedimenti. Fuoriclasse si nasce e si resta, la sua azienda Pratum Coller, non a caso, sposa il motto “Guidare senza costringere”. Solo un vero leader poteva tradurre l’energia delle proprie gambe e la fierezza dello spirito in qualcosa di ottimo da bere.

Dulcis in fundo, un velo di malinconia per una grande successo enologico, che conobbe fasti e successi ma ormai sotto l’egida del mercato cinese. Si parla di Niels Liedholm, campione e allenatore di calcio. Invece che in Svezia, sua terra d’origine, a suo tempo investì a Cuccaro Monferrato, in provincia di Alessandria. La carriera l’aveva portato in Italia già da tempo e la sua storia s’intreccia spesso con quella del Milan: come non innamorarsi di quell’Italia che da buoni frutti, l’Italia delle eccellenze nei settori più di spicco, dall’ eno-gastronomia al pallone? L’azienda va avanti anche senza di lui, ma siamo certi che il Barone si sia trascinato via gran parte del fascino e certamente le bottiglie più vincenti.

Le Marchese del Gusto