Lunedi 5 Dicembre

Caso doping: l’appello di Sara Simeoni

LaPresse/Fabio Cimaglia

Sara Simeoni chiede dei cambiamenti, per l’ex atleta tutto il sistema deve essere rivisto

Anche l’Italia come la Russia è stata colpita da una bufera doping. Nel caso italiano fortunatamente si tratta solo di un’incomprensione, di un mancato invio dei moduli di reperibilità dovuto ad un malfunzionamento dei servizi. Sara Simeoni però chiede più serietà, più attenzioni e, perchè no, dei cambiamenti: “è il momento di rivedere tutto il sistema a livello mondiale. Il problema del doping non e’ solo italiano“, ha dichiarato l’ex atleta italiana specializzata nel salto in alto al Corriere della Sera. “Rispetto a quando gareggiavo, non ho cambiato idea: non e’ che ai miei tempi fossero tutti santi. Le direttive devono essere globali e condivise da tutte le federazioni. Solo cosi’ si puo’ ripartire”. Un esempio? “Se infrangi le regole, stai fuori. La squalifica a vita sarebbe un segnale forte“, ha continuato. Sugli atleti che avrebbero saltato i test dice: “sempre alibi, giustificazioni. Prendono tutto alla leggera: ma quando crescono?“. E su Rio2016: “chi ci mandiamo adesso? I giovanissimi verrebbero spazzati via: non e’ giusto mandarli allo sbaraglio. A Rio si andra’ con chi si salva da questo sfacelo. Oppure puntiamo direttamente su Roma 2024…“. Infine la Simeoni si dice pronta ad impegnarsi in prima persona per cercare di cambiare le cose: “non basta il cognome per far bene. Serve una squadra, bella tosta e unita per il bene dello sport. Non ho mai avuto la sindrome della poltrona, bisognerebbe pensarci. Ma quando l’Atletica mi ha chiamato, ho sempre risposto“.