Sabato 3 Dicembre

Atletica, interviene Malagò: “vi spiego perchè non si tratta di uno scandalo doping!”

LaPresse/Belen Sivori

Il presidente del Coni, ai microfoni di Rtl, analizza e spiega la situazione dell’atletica leggera, colpita da una pioggia di deferimenti

Questi ragazzi non sono delle persone che hanno barato, è semplicemente un fatto di procedure di comunicazione della loro presenza“. Il presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto ai microfoni di ‘Non Stop News’ su Rtl 102.5 per spiegare la situazione delicata che si è venuta a creare dopo i deferimenti che hanno travolto l’atletica leggera italiana.
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C’è molta confusione nel leggere, nell’interpretare e nel capire di cosa si sta parlando. Sono vicende che riguardano sostanzialmente il quadriennio 2009- 2012, in particolare, mi sembra, 2011 e 2012. Il ‘whereabout’ è praticamente un codice che impegna tutti gli atleti divisi su due categorie, di fascia A e di fascia B, i primi quelli di grande rilievo internazionale che sono sotto l’egida della Wada che è l’agenzia indipendente antidoping e quelli di fascia B che rientrano nei controlli a livello nazionale. Questo è un segnale – ha proseguito – di grandissima serietà e trasparenza sotto il profilo della governance della procura antidoping, perché dimostra di essere totalmente indipendente, come è giusto che sia. Io la notizia l’ho letta da giornali e agenzie“. Malagò poi ha voluto sottolineare che “questi ragazzi non sono delle persone che hanno barato.

donato-greco-1 E’ semplicemente un fatto di procedure di comunicazione della loro presenza con, all’epoca, dei sistemi di comunicazione che non sono quelli attuali, come le app attraverso le quali vengono trasmesse le posizioni. All’epoca bisognava mandare dei fax che poi venivano inviati dalla Federazione alla Procura, insomma era un sistema molto poco efficiente“. “Gli atleti non si sono resi disponibili e rintracciabili ai controlli? Non è esattamente questo, tanto è vero che moltissimi di loro che altrettanto avevano questo tipo di problemi, sulla base di testimonianze, di documentazioni, di verbali, sono riusciti a dimostrare le falle del sistema“, ha continuato Malagò.  “L’attuale Federazione Italiana di atletica leggera, scusate se lo dico, non solo è totalmente estranea ma per certi versi è totalmente vittima. Sono state richieste il massimo delle pene? non ne sapevo assolutamente niente” ha assicurato.