Venerdi 9 Dicembre

Atletica, Fabrizio Donato respinge le accuse di doping: “io vittima di persone incompetenti”

Il vincitore del bronzo olimpico a Londra 2012 contro richieste di squalifica della Procura  per aver eluso i controlli antidoping

Dopo le richieste di squalifica formulate dalla procura Antidoping Nado-Italia nei confronti di ventisei atleti azzurri che avrebbero eluso i controlli, in seguito all’indagine denominata “Olimpia” iniziata nel 2014, il triplista Fabrizio Donato, vincitore del bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012 e capitano della Nazionale italiana di atletica leggera, in un’intervista presente sul sito internet della “Gazzetta dello Sport“, si difende e respinge le accuse.

Gian Mattia D'Alberto/Lapresse

Gian Mattia D’Alberto/Lapresse

Egli dichiara, infatti, di ritrovarsi, insieme ai suoi compagni, coinvolto “in una situazione più grande di noi, per colpe non nostre. Siamo delle vittime innocenti, qualcuno ha fatto male il proprio lavoro, con incompetenza”. Fabrizio Donato se la prende con il sistema di reperibilità, che obbliga tutti gli atleti a comunicare per tempo i loro spostamenti, nel caso in cui dovessero essere sottoposti a dei controlli a sorpresa. Secondo il triplista italiano, il sistema “faceva acqua da tutte le parti. Per dieci anni non sono andato ai raduni e nemmeno all’estero, ho sempre segnalato i miei sposamenti casa-campo-casa e quando mi hanno ascoltato sono andato con mia moglie incinta di sei mesi e col mio allenatore, senza avvocato. Tutto sembrava essere andato bene, invece…”. Donato dichiara, inoltre, che la vicenda poteva essere “gestita in altro modo” e che gli unici nomi resi pubblici sono quelli della Nazionale di atletica leggera, nonostante “nel calderone ci sono anche altri sport”.

Una cosa è certa: l’atletica leggera italiana sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia. La carenza di risultati ottenuti ai Mondiali di Atletica leggera di quest’anno, conclusisi con zero medaglie vinte, e queste richieste di squalifica, a poco più di un anno e mezzo dalle Olimpiadi a Rio de Janeiro, peggiorano solo le cose.