Mercoledi 7 Dicembre

“Un bradipo allena ghepardi”: Paulo Sousa e la sua super Fiorentina

LaPresse/Jennifer Lorenzini

L’allenatore della Fiorentina Paulo Sousa ai tempi in cui giocava con la maglia bianconera non era veloce come ora i suoi schemi di gioco e i suoi calciatori dimostrano di essere

Era il 1996. Inter – Juventus. Decimo minuto della ripresa. Paulo Sousa ruba palla agli interisti e dà il via all’azione che porta alla vittoria in trasferta, la quinta consecutiva, della Juve. Intorno al portoghese, vestiti di bianconero: Tacchinardi, Padovano, Lombardo. In quella partita Paulo Sousa diede sfoggio delle sue caratteristiche di gioco. Sousa era come un ragno, in campo. Andamento lento, posato, meditato. Il portoghese tesseva la sua tela con calma, nell’arco dei 90 minuti, dando ordini e dettando i tempi ai compagni. Fino a trasformare il ritmo della partita nel “suo” ritmo. E quindi a vincere. Insieme alla squadra. Di certo Sousa non era conosciuto per la sua velocità. È strano quindi dover constatare, partita dopo partita, come la caratteristica preponderante, e vincente, di questa Fiorentina allenata da Mister Paulo, sia proprio la velocità supersonica di gioco. Una velocità che scuote gli avversari e li lascia inebetiti, storditi, attòniti. La Fiorentina allenata e orchestrata da Paulo Sousa non ha nomi altisonanti nelle sue fila, ma ha intensità, velocità e concretezza degni di un cobra reale. Ed è davvero incredibile, per chi ha conosciuto il lento Sousa bianconero, osservare la velocità d’azione che l’allenatore viola ha impresso alla sua Fiorentina. E in così poco tempo. È un po’ come se un bradipo si fosse messo ad allenare una squadra di ghepardi. E fosse riuscito a farli diventare ancora più veloci. Strano, davvero. Ma bellissimo. Un sogno. Almeno per chi, quest’anno, tifa Fiorentina.