Domenica 4 Dicembre

Neymar idolo di Barcellona: “Leo è il migliore, un leader. Non guardo le partite del Real”

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L’attaccante brasiliano del Barcellona ha rilasciato un’intervista a Belnsports tessendo le lodi di Messi e giurando amore ai colori blaugrana

Una doppietta in Champions contro il Bate Borisov per non far rimpiangere l’assenza di Leo Messi sotto porta e tante grandi giocate che hanno scaldato il Camp Nou.

LaPresse/Efe

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Neymar si è ormai preso il Barcellona, il fenomeno brasiliano non smette più di incantare, gol e assist utili a far crescere sempre di più l’intesa con i compagni di reparto: “io, Lionel e Luis siamo molto amici anche fuori dal campo. Spero di godermi questo momento di grazia assieme a loro per molti anni ancora“. Ha commentato il brasiliano in un’intervista a Belnsports. Una passione per i blaugrana che parte da lontano, dal periodo in cui Neymar faceva faville al Santos: “ho da sempre seguito il Barcellona, sapevo come giocava e mi ha sempre appassionato come squadra. Sicuramente ora sto attraversando un periodo felice, che è cominciato nella scorsa stagione. Il primo anno è stato difficile perché ho dovuto imparare alcune cose ed ambientarmi, il secondo anno è stato molto meglio, adesso mi sento meglio che a casa mia“. Giocare con Messi è fantastico, un sogno che si avvera: “Leo è il migliore, quando sono arrivato ho dovuto adattarmi al suo gioco perché è lui il leader. Tocca molti più palloni di tutti, ed io e Suarez dobbiamo fare i movimenti giusti per cercar di far segnare la squadra. Real Madrid? A dir la verità non guardo molte altre partite, a parte quelle del Barcellona. Quando vedo i miei amici guardare alcune partite, me ne vado.

LaPresse/Reuters

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Non parlo del Real ma in generale. Quindi non vedendo le partite, non so bene come giudicare. Ovviamente è una squadra dalle grandissime qualità, ma anche noi lo siamo. Pallone d’oro? E’ da molti anni che se lo contendono Leo e Ronaldo, che sono giocatori di un altro mondo. Non mi interessa molto, quello che mi importa è di realizzare gol e assist per permettere alla squadra di vincere”. Infine qualche parola sul Mondiale brasiliano: “abbiamo sentito moltissimo la pressione, e questo ci ha condizionato, soprattutto nel gioco. Basti pensare alla gara con la Germania, fu durissimo, per me specialmente. Non essere in campo mi ha dato grande sofferenza perché non potevo aiutare i miei compagni”.