Mercoledi 7 Dicembre

Miti dei Rally: Audi Quattro [FOTO e VIDEO]

Nata come auto di serie, l’Audi Quattro portò il Costruttore tedesco ai vertici delle competizioni rally mondiali nella prima metà degli anni ‘80

Mentre i principali Costruttori automobilistici progettavano e sviluppavano partendo da zero automobili che dovevano essere impiegate nel Mondiale rally gruppo B, la Casa dei quattro anelli decise di adattare l’Audi Quattro alle caratteristiche di questa difficile competizione.audi quattro 1984

Storia e tecnica della vettura

L’Audi Quattro fu lanciata nel 1980 e prodotta fino al 1991: il nome di questa vettura – di chiara origine italiana – fu scelto per indicare la principale caratteristica di questa auto, ovvero la trazione integrale. L’auto era stata sviluppata partendo dalla dall’Audi 80, ma soprattutto dalla Coupé GT, da cui aveva ereditato alcune parti della carrozzeria. La caratteristica principale della Quattro era però la trazione integrale permanente con tre differenziali, abbinata ad uno scherma di sospensioni completamente riprogettato.

Il propulsore era un 5 cilindri in linea da 2.144 c.c., alimentato a iniezione meccanica Bosch K-Jetronic e sovralimentato con turbocompressore KKK-k26 e intercooler, in grado di scaricare sulla quattro ruote motrici ben 200 CV. L’uso di questo tipo di trazione obbligò i tecnici ad adottare una sospensione posteriore a ruote indipendenti (anziché interconnesse). Le performance della vettura risultano gestite da un cambio manuale a 5 marce, mentre l’impianto frenante sfrutta 4 dischi.

Vittorie sportive

Dalla “Quattro” venne realizzata una versione da competizione – capace di sviluppare 300 CV – che partecipò alle stagioni 1981 e 1982 del Campionato Mondiale Rally. Il secondo anno, il bolide tedesco conquistò ben 10 vittorie con al volante Hannu Mikkola, Michèle Mouton e Stig Blomqvist, regalando così all’Audi il titolo Costruttori.audi quattro (2)

Nel 1983 debuttarono due nuove versioni – A1 e A2 – che vantavano novità estetiche e tecniche, queste ultime era concentrate principalmente sul motore da 360 CV, dotato di overboost che permetteva di far salire per pochi secondi la potenza fino a quota 400 CV. Nel corso di quell’anno, la vettura corse ben 12 rally mondiali vincendone 5: l’Audi finì seconda, dietro la Lancia, ma riuscì ugualmente a vincere il titolo Costruttori.

Nel 1984 il modello A2 portò a casa vittorie importanti, grazie anche alla capacità dei piloti Stig Bolmqvist e Hannu Mikkola che conquistarono i primi due posti della classifica, mentre alla Casa di Ingolstadt andò nuovamente il mondiale costruttori. Nel maggio del 1984 venne omologata la nuovissima Audi Quattro Sport, dotata di un passo più corto, un peso leggermente superiore e un motore strabiliante da 420 CV. La Sport era però anche molto difficile da guidare, fino al punto da non riuscire quell’anno a battere la A2.audi quattro (11)

Un’incredibile novità arrivo nel luglio del 1985, quando il Costruttore tedesco presentò un’ulteriore evoluzione dell’auto, battezzata S1. Questo modello sfoggiava un kit aerodinamico molto elaborato e vistoso, feritoie di maggiori dimensioni, una trasmissione semi-automatica e un impianto freni inedito. Sotto il lungo cofano anteriore batteva un 5 cilindri turbo, capace di sviluppare una potenza di 500 CV.

Purtroppo, la concorrenza di Peugeot e Lancia era diventata troppo forte: l’anno successivo l’Audi Quattro S1 portò a casa esclusivamente un terzo e quarto posto e dopo il rally del Portogallo si ritirò dalle competizioni. La vettura fu utilizzata un ultima volta – con un motore potenziato fino a 600 CV – nel corso della celebre cronoscalata del Pikes-Peak.