Sabato 10 Dicembre

Marchisio e Gabbiadini non bastano, la Romania impone il pari all’Italia

LaPresse/Massimo Paolone

Gli uomini di Conte rimontano con Marchisio e Gabbiadini dopo un primo tempo incolore, ma vengono puniti nel finale dal gol di Andone

In una serata assurda, segnata dall’annullamento di alcune partite amichevoli per l’emergenza terrorismo, l’Italia scende in campo a Bologna, pareggiando una partita a due facce contro la Romania. Le squadre fanno il loro ingresso sul terreno di gioco accompagnate dalle note della Marsigliese, osservando dopo gli inni nazionali, un minuto di silenzio in ricordo delle vittime di Parigi e delle 56 persone morte durante un incendio in una discoteca di Bucarest.

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Il protagonista però deve essere almeno per 90 minuti il campo e la gara parte subito con gli ospiti molto più decisi. I rumeni però sono molto più concentrati e dopo 2 minuti passano in vantaggio con Stancu, che sfrutta un malinteso tra Darmian e Barzagli. La prima, vera palla gol azzurra se la ritrova sui piedi El Shaarawy, ma l’attaccante del Monaco è lento a girarsi in area e non riesce a mettere in porta il pallone servitogli da Eder. Prima dell’intervallo Eder reclama un rigore (netto) per una spinta di Chiriches in piena area. Nel secondo tempo parte più convinta l’Italia, che cerca di mettere qualche pallone in mezzo per sfruttare la velocità di Eder e la testa di Pellè, mai visto nel primo tempo. Proprio l’italo-brasiliano della Samp riesce a conquistare il rigore sfuggito nel primo tempo, messo poi a segno da Marchisio. Qualche minuto più tardi il neo-entrato Gabbiadini però fa centro: dopo un liscio di Okaka, Marchisio trova benissimo il centravanti in piena area, che stavolta fa centro di testa da pochi passi e segna il suo primo gol in Nazionale. Gli uomini di Conte sembrano in pieno controllo, sfiorano il terzo gol con El Shaarawy, ma vengono puniti nel finale: la Romania infatti trova il pari con un colpo di testa di Andone, che svetta (in fuorigioco) sugli sviluppi di un calcio di punizione. Azzurri belli a metà, ma ancora con troppi imperfezioni e sempre meno gare da giocare in vista dell’Europeo.