Lunedi 5 Dicembre

La riconoscenza, questa sconosciuta pt1: l’esonero di Meo Sacchetti

LaPresse/Marco Fele

Basta poco a volte per dimenticare tutto il bene che è stato fatto, come nel caso di Meo Sacchetti, esonerato dalla Dinamo Sassari

Romeo Sacchetti è stato esonerato. Non siederà più sulla panchina di Sassari. Non potrà più trasmettere i valori del basket in cui crede ai suoi giocatori. Sacchetti è stato esonerato. In pochi ne hanno parlato. L’ennesimo allenatore “saltato”. Eppure Romeo è uno che di pallacanestro ne mastica da tempo. I suoi primi canestri in serie A2 risalgono agli anni 70. E se c’è stata una caratteristica vincente del “Meo” in carriera, questa non è certo stata la classe innata. Piuttosto la devozione, il sacrificio, il carattere. Evidentemente certe caratteristiche non bastano. Tornando al Sacchetti allenatore: quale è stata la sua colpa? Quale il grave demerito che lo ha portato ad essere “licenziato”? Un inizio di stagione deludente. Tanto basta. E chi se ne frega se Romeo Sacchetti ha portato Sassari alla conquista della Coppa Italia, della Supercoppa e dello scudetto. E tutto questo praticamente nel 2014-2015. Non una vita fa! Un allenatore vince, un anno fa, con una squadra certo non pronosticabile fra le vincitrici, Coppa Italia (per 2 volte consecutive!), la Supercoppa e, sissignori, lo scudetto. Ma tutto questo conta zero. Basta “un inizio di stagione deludente” per passare un colpo di straccio su tutti i risultati, tutte le emozioni, tutte le vittorie. La riconoscenza, questa sconosciuta, non è parola adatta a questi tempi sportivi.