Giovedi 8 Dicembre

Furia De Laurentiis: dalla FIGC che “non serve a nulla” al mercato del Napoli

LaPresse

ADL si scaglia contro la Federazione: per lui sarebbe un sistema totalmente da riformare

Aurelio De Laurentiis non è certo uno che si nasconde dietro dichiarazioni di facciata: il presidente del Napoli ama esporsi e lo fa sempre mettendo la propria faccia dietro ciò che dice. Si parte così dall’accoppiata Covisoc-Figc che liquida con poche parole “non servono a nulla”, si passa per l’indignazione per l’attuale Serie B “perché dobbiamo pagarla noi?”, finendo con l’argomento San Paolo il cui progetto “è stato consegnato il 15 luglio” senza dimenticare la propria amata creatura e il possibile mercato di gennaio che potrebbe vedere protagonista il Napoli.

L’occasione in cui lasciarsi andare all’ennesimo sfogo a 360 gradi è la riunione di Lega a Milano, dove Aurelio De Laurentiis come sua abitudine regala il momento più esplosivo e polemico:  “la A deve essere a 16, basta con squadre che salgono un anno e poi spariscono solo per prendere i soldi dei diritti tv. E poi servono garanzie per evitare casi-Parma”. Un semplice antipasto prima della stoccata definitiva e forte al movimento del calcio italiano, definito senza troppi giri di parole “il risultato di tanti compromessi tra cose sbagliate che ci portiamo dietro da anni. Serve resettare tutto”.

de laurentiisCome detto però ADL non ha risparmiato frecciatine neppure alla serie B: “perché dobbiamo pagarla noi? Che ci pensasse lo Stato. Quel campionato, così come la Lega Pro, perché devono esistere con i soldi degli altri? In questi due tornei serve il salary cap. In più bisognerebbe trasferire lì le giovanili. Non sarebbero seconde squadre, piuttosto stabilirei che devono essere tutti italiani in C ed europei in B, con un massimo di 22 anni”.

Fortunatamente c’è anche il tempo per dedicarsi a ciò che lo fa sorridere, la sua creatura chiamata Napoli: “il Napoli è sempre stato amato dal popolo, si diverte a giocare senza paura. E finalmente! Forse prima la paura era una scusa degli allenatori precedenti. Quanto a Sarri, sa insegnare e spiegare come massimizzare le loro capacità”.

De Laurentiis è un fiume in piena così si scopre il suo grande rimpianto, legato a un ruolo e a un nome in particolare “ho sempre desiderato avere un regista, ho lasciato Verratti al Psg con dispiacere. Da febbraio mi interessavo a Valdifiori. E per fortuna abbiamo anche Jorginho. Il top resta Pirlo, che peraltro è l’esempio del senza vergogna visto che se lo scambiano squadre che lottano per lo scudetto da sempre”. Sul mercato di gennaio, invece, solo certezze: “a gennaio chi vado a prendere? Intanto non partirà nessuno e poi perché prendere gente che magari disturba perché gioca poco? Gabbiadini resta e gli proporrò anche un allungamento del contratto”. In chiusura un altro sogno: “faccio la squadra femminile del Napoli donne quando Tavecchio passerà professioniste le donne”, prima di non pronunciare quella parola tabù che infiamma piazza e tifosi: “capiremo chi vincerà il titolo a metà marzo, non prima”.

Rispetto a chi si trincera dietro un semplice quanto facile No comment, De Laurentiis esaudisce sempre tutti i desideri e le curiosità di giornalisti e appassionati di calcio.