Sabato 10 Dicembre

Formula Uno in crisi: è l’ora della verità!

Una Formula Uno che perde ogni anno di più il suo fascino, come rimediare a ciò? Ecco tutte le variabili che andrebbero migliorate

La Formula 1 perde sponsor, spettatori, tifosi, appassionati. Ma davvero? Incredibile! E qualcuno, adesso, inizia a chiedersi cosa fare per tornare indietro, ai tempi fastosi in cui piloti e scuderie di Formula 1 erano oggetto di sogni e follie da parte di sponsor, tifosi, appassionati. Pare che il problema più grosso della Formula 1 di oggi sia “la noia!”. Ah, davvero? Qualcuno se ne è finalmente accorto? Ecclestone e Todt non sanno più che pesci prendere per far tornare i soldi in F1, e quindi per combattere l’effetto noia. Forse, basterebbe dire la verità. Basterebbe dire che Power Unit del costo di 25 milioni di euro uccidono la concorrenza fra i team; che piloti controllati ad ogni loro singola dichiarazione accendono spie come robot ma spengono ogni vera passione umana, che il Gran Premio di Montecarlo è di una noia mortale e non è più contemporaneo dato lo sviluppo delle monoposto; che i Gran Premi corsi nella sabbia di lontani deserti non interessano proprio a nessuno; che pagare per vedere una corsa significa anche poi poter assistere e godere della gara; che un biglietto per Monza (ad esempio) deve voler dire anche accedere ai box per poter vedere da vicino, padri e figli, i propri idoli motoristici; che l’elettronica non può e non deve poter guidare una macchina dai box. Forse, davvero, per battere il nemico noia, la Formula 1 dovrebbe semplicemente iniziare a dirsi la verità. Potrebbe bastare.