Giovedi 8 Dicembre

Food&Sport: Spagna, le 5 tappe ad alta gradazione alcolica per toglierci l’amaro di bocca

Se al momento, di Spagna proprio non ne volete sentir parlare chiudete gli occhi e per un istante non pensate alle dispute sportive ma al sapore ad alta gradazion dei suoi pregiati vini: le Marchese del Gusto vi giuderanno in un tour alla scoperta della tradizione vinicola della penisola iberica

Ok, lo sappiamo che al momento non è una bella idea parlare di Spagna ma ne vale la pena, parola di Marchese! Se siete amanti dei vini, la Spagna è una di quelle nazioni da non lasciarsi sfuggire, con una tradizione vinicola di oltre duemila anni. Ecco allora una breve storia enologica della penisola iberica con 5 tappe da non perdere. Perché non organizzare un mini tour ad alta gradazione alcolica per le prossime vacanze?

barbadilloLa storia dell’enologia in Spagna inizia tra il 4000 e il 3000 aC , mentre le prime produzioni di vino si fanno risalire all’epoca dell’occupazione Cartaginese.  Con l’arrivo dei Romani inizia anche il commercio verso l’estero -principalmente Italia, Francia, Inghilterra- di vino destinato alle truppe dei soldati romani di guardia.
L’inizio dell’età d’oro del vino spagnolo avviene intorno al 1500 con il vino prodotto a Jerez, piccola città andalusa e importante scalo commerciale, che riuscì in meno di 300 anni a spodestare il più famoso Porto tra i vini liquorosi, soprattutto in terra inglese. Nell’Ottocento una grave epidemia di filossera devastò la viticultura, estinguendo alcune tipologie di uvaggio; la ripresa avvenne solo dopo diverso tempo con il battesimo degli spumanti metodo classico ( i Cava) che divennero in epoca moderna una delle stelle nel firmamento dei vini spagnoli.

Nel 1926 arriva la nascita della prima regione a denominazione d’origine, la Rioja, mentre nel 1932 viene introdotto nel paese il primo sistema di qualità spagnolo. Tra alti e bassi, tra recessione e grandi successi, a partire dagli anni Ottanta i vini spagnoli hanno iniziato a imporsi e farsi amare da un pubblico sempre maggiore, raggiungendo in silenzio altissimi riconoscimenti.

AlbarinoCome riconoscerli
Le categorie dei vini spagnoli si dividono in:
1. Vino de mesa: vino da tavola prodotto con uve coltivate in diverse regioni del paese;
2. Vino de la tierra: vino prodotto in una determinata zona, simile al nostro IGT;
3. Denominaciòn de Origen: vino prodotto in una regione a denominazione di origine e regolato da precise leggi;
4. Denominaciòn de Origen Calificada: vino prodotto in una regione a denominazione di origine di alta qualità. Attualmente solo la Rioja appartiene a questa categoria

Sulle etichette risultano ulteriori informazioni sull’affinamento (legno, acciaio, bottiglia) precedente la vendita:
• Joven: vino giovane che in genere è stato affinato per un anno;
• Crianza: per i vini rossi, vino con almeno due anni di cui uno in botte; per i bianchi e rosè affinamento di almeno sei mesi in botte;
• Reserva: indica i vini prodotti in annate favorevoli e di qualità maggiore. I rossi prevedono un affinamento di almeno tre anni, i bianchi e rosati di due (con sei mesi in botte);
• Gran Reserva: come i precedenti, definiscono vini prodotti in annate favorevoli. I rossi prevedono un affinamento di cinque anni (con due in botte) e i bianchi e rosati di quattro anni (con sei mesi in botte).

Botti SpagnoleDove e cosa bere in Spagna
Nonostante la Spagna sia prevalentemente conosciuta per i suoi vini rossi, in realtà è un’uva bianca ad essere la varietà più coltivata del paese, l’Airén, principalmente comune nelle pianure centrali della Mancha, a sud di Madrid, con la quale si producono vini piuttosto ordinari. Una caratteristica della Spagna, dal punto di vista enologico, è rappresentata dall’ammirevole uso che si fa nel paese delle uve autoctone; in Spagna il fenomeno delle cosiddette “uve internazionali” sembra non avere mai avuto particolari consensi degni di nota.
L’uva più rappresentativa della Spagna, per quanto riguarda le varietà a bacca rossa, è certamente il Tempranillo, con il quale si producono gli imponenti vini della Rioja, mentre fra le varietà a bacca bianca troviamo l’Albariño con il quale si producono interessanti vini bianchi, e con buoni aromi, nella regione della Rías Baixas.

WP_20151124_19_54_28_Pro(1)Ecco quindi le 5 regioni da non perdere per scoprire l’enologia iberica:

1. La Rioja: la zona più famosa di Spagna, situata nel Nord, a un centinaio di km dalla costa atlantica. Unica ad avere la Denominazione di origine Qualificata, produce vini rossi intensi, avvolgenti e strutturati.  I vigneti si trovano a un’altezza di 450 metri e vengono prodotte uve Tempranillo, Mazuelo, Graciano e Garnacha per quel che riguarda i rossi e Viura, Macabeo, Malvasia e Garnacha blanca per quel che riguarda i bianchi. La maggior parte della produzione è incentrata sul Tempranillo che viene affinato in legno per periodi piuttosto lunghi, fedele alla tradizione enologica del paese.

degustazione-di-vini-spagnoli2. Priorat: meno conosciuta ma non meno importante si trova nella zona di Tarragona, in Catalunya. Sempre più rinomati gli uvaggi rossi del Priorato, le portabandiera sono Cariñena e Garnacha. Presenti anche Cabernet, Syrah e Merlot. Il risultato è un vino struttrato e robusto, tanninico e alcolico.

3. Rìas Baixas: è la regione regina dei vini bianchi e si trova in Galizia. Qui l’uva Albariño è la protagonista indiscussa del panorama enologico della zona (e inesistente nel resto della Spagna). Praticamente ogni bottiglia di vino prodotta nella Rías Baixas riporta nell’etichetta il nome di quest’uva. Il notevole successo mondiale dei vini di questa regione sono stati determinati in larga parte dalle nuove pratiche enologiche e, soprattutto, dal fatto di affinare e fermentare i vini in contenitori di acciaio piuttosto che in legno, facendo emergere pienamente le interessanti e piacevoli caratteristiche dell’Albariño. È un vino aromatico quanto basta, elegante, da godere e apprezzare proprio per la sua giovinezza.

4. Penedès: è la regione indiscussa delle bollicine, sempre in Catalunya, vicino a Barcellona. I Cava sono principalmente prodotti con uve Xarel-lo, Parellada e Macabeo, tre varietà di uve locali a bacca bianca, oltre ad un crescente uso di Chardonnay. Queste uve sono anche utilizzate per la produzione di vini bianchi fermi. Esistono inoltre, e sono da considerarsi come rarità, i Cava Rosé che devono il loro colore alle uve Cabernet Sauvignon, Garnacha e Monastrell, da sole oppure usate insieme. La regione del Penedès produce anche ottimi e interessanti vini fermi, sia bianchi, sia rossi, prodotti con uve locali e uve internazionali. Le uve bianche principalmente coltivate nella regione sono quelle già menzionate per la produzione di Cava, mentre le uve a bacca rossa includono Cariñena, Garnacha, Monastrell, Ull de Llebre, Cabernet Sauvignon e Merlot.

5. Jerez: La zona, situata nell’Andalusia, a sud della Spagna, è nota per la produzione dell’eccellente e affascinante vino fortificato che prende il nome della città in cui maggiormente si produce. Parlare dello Jerez, o Xérès o Sherry, come è comunemente noto rispettivamente in Francia e in Inghilterra, rendere piena giustizia a questo strepitoso vino a bacca bianca (uve Palomino, Moscatel e Pedro Jimenez), che ha vissuto gloriosi fasti nel passato. lo Jerez è attualmente da considerarsi uno dei più sottovalutati vini del mondo. Questi vini sono straordinariamente complessi, ricchi e prodotti con metodi specifici e affascinanti che conferiscono loro caratteristiche assolutamente uniche.
Gli Jerez sono disponibili in diversi stili, dagli eleganti Fino ai suadenti Oloroso. Fra gli stili Fino, secchi e freschi, troviamo i Manzanilla, Fino, Amontillado e Palo Cortado, mentre fra gli stili Oloroso, corposi, scuri e talvolta dolci, troviamo i Oloroso,Cream e Pedro Ximénez.

Le Marchese del Gusto