Domenica 11 Dicembre

Food & Sport: SportFair sposa il sapore, e lo fa con le Marchese del Gusto…

SportFair sposa il gusto con Food&Sport, e lo fa grazie alla collaborazione di sei giovanni donne che renderanno tutto più brioso e stuzzicante: loro sono le Marchese del Gusto. Scopriamo da vicino chi sono

Nasce Food&Sport, la brillante nuova rubrica su Sport Fair che permetterà ai lettori di fare un viaggio nel gusto attraveso il mondo dello sport. E sarà l’apporto di sei giovani donne che renderà tutto più leggero, brioso e pepato, sono le Marchese del Gusto. Sei giovani donne, amiche, con una grande passione: la cucina, la tradizione ed il gusto. L’obiettivo è diffondere e sviluppare la cultura enogastronomica italiana partendo da quello che tutti giorni vivono a casa loro, Le Marche, parlandone in modo originale e innovativo, lasciando che sla stagionalità a spingere le parole. Vogliono raccontare il territorio attraverso gli artigiani del gusattraverso la terra, le colline e il mare e i loro prodotti e vogliono farlo in modo rivoluzionario, aprendo le Marche al mondo e mostrando il mondo alle Marche, troppo ritrose e timide.
avatar_le_marchese_del_gustoVogliono coinvolgere le altre Regioni italiane all’insegna di una comunicazione gastronomica checalzi contemporaneamente tacco a spillo e guanto da forno, perchè secondo loro è questa la chiavedi lettura: raccontare in maniera spontanea, ironica e competente il lavoro quotidiano dei miglioriaddetti all’enogastronomia, eroi quotidiani che finiscono troppo raramente nei libri di cucina.

Ma chi sono le Marchese del Gusto?
Sei donne Made in Marche, come il cibo genuino, i sorrisi sinceri e il vino che invita alle chiacchiere. Amano l’enogastronomia e desiderano raccontarla in modo fresco ma competente, senza mai salire in cattedra ma invitandoti a scoprire qualcosa di nuovo, come si fa con un amico. Sono quella voce che ti consiglia gli abbinamenti prima di cena o il vino da stappare per una serata galante. Eccole una a una:
Letizia Federici
Diplomata all’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, imprenditrice agricola, è il vulcano decisamente attivo del gruppo, nonché project manager e responsabile commerciale. Si definisce un piatto fresco e ricco di contrasti come può essere una zuppa di moscioli, stracciatella e peperoncino. È quell’ingrediente che quando emerge, fa sorridere. E poi è la tenacia del Verdicchio di Jesi, un vino sincero a cui abbandonarsi con fiducia, la morbidezza delle colline piene di giallo e girasoli delle Marche, il profumo frizzante e grintoso dello zenzero e, infine, lo sfrigolio del soffritto che ti invita in cucina e preannuncia una serata memorabile.
Silvia Gregori
Co founder di Fabrica del Gusto con Donatella Bartolomei e foodblogger di Lagreg, è l’occhio curioso del Marchesato e i suoi articoli, ammettiamo, invitano a sognare nuovi orizzonti ogni volta. Quando pensa a sé stessa, trova mille cose in comune con il profumo e l’intensità del coniglio in porchetta, con uno spumante di Verdicchio brut per la sua forza tutta particolare. Silvia è la rappresentazione della terra in cui è nata, gioia infinita punteggiata da rossi papaveri. Avrebbe l’aroma del pane appena sfornato che ti rende la giornata migliore e preannuncia l’arrivo a casa già nell’aria, e la gioia del frinire dei grilli, pura ode alla vita.
Donatella Bartolomei
Co founder di Fabrica del Gusto con Silvia Gregori e foodblogger di Ingrediente Perduto, è l’antropologa del gusto e fonte inesauribile di quel sapere tradizionale che la frenesia quotidiana dimentica. Parlando di lei, si racconta come un piatto ricco di contrasti che provocano il palato partendo da un luogo sicuro, come un rosso corposo che ti inebria e stordisce con il suo profumo, come un campo d’orzo immaturo ma promettente. Ma anche come il profumo del limone e il canto dei grilli, freschi e indispensabili.
Dorina Palombi
Food writer per Ricette.com e Honest Cooking, è il lato bon ton delle Marchese, ma anche la digital content curator. Attenta a galateo e savoir faire, si paragona a una zuppa di pesce per il suo essere mutevole a seconda dell’occasione e del luogo in cui viene preparata, a un vino Pecorino per il suo animo complesso e difficile ma con un suo happy ending da raccontare, e ad Ascoli Piceno per l’eleganza discreta del più bel salotto d’Italia. Si sente come il vento di notte, carico di sogni e mille promesse, e come il rumore delle onde sulla spiaggia, ninna nanna embrionale e fedele
confidente.
Alessandra Petterini
Chef di alta cucina e foodblogger di Domani è un altro forno, è la Marchesa spumeggiante, dalle mille espressioni e sfaccettature, è la creativa del gruppo, la regina del dettaglio. E’colei che nelle ricette mette quella ricercata eleganza che fa la differenza. Leggera come un piatto semplice ma dai sapori inaspettati, passionale come una Lacrima di Morro d’Alba, unica come i tramonti a Portonovo. Rigenerante anche, come solo il profumo del mare nelle prime ore del mattino riesce ad essere e dolcissima ouverture all’eccellenza, come l’alba per un nuovo giorno.

Ramona Ragaini
Responsabile di Sala presso il Ristorante Andreina di Loreto, è la Marchesa Liquida, ovvero l’addetta ufficiale al “frigobar”, per la sua inesauribile conoscenza enologica. Rappresenta la sintesi tra estrema competenza e sensualità, sensazione che si diffonde ogni volta che si appresta a stappare una bella bottiglia. E, certamente, ogni volta che sorride. Ramona è il sapore antico di un brodo fatto comme il faut, storia di sapori e persone perfetto per accogliere dei cappelletti; è un Verdicchio di Matelica per la sua eleganza minerale, è un paesaggio di montagna, duro e forte per gli sconosciuti ma anche pieno di rifugi per un occhio più attento; è il profumo del ragù, un ricordo così antico e immutabile e il rumore della pioggia, mentre tutto scorre.

Il loro cuore è la creazione di contenuti. Sin dall’inizio la missione è stata quella di contribuire a colmare quel vuoto d’informazione che c’è tra produzione e consumo di alta qualità. Come? Ad esempio promuovendo un produttore che chiede una mano perché non ha tempo e perché con queste “diavolerie di internet” non ci capisce gran che; pubblicizzando un ristorante appena aperto; sostenendo il turismo enogastronomico raccontando quali sono i loro viaggi ideali, dove si fermano a mangiare quando vanno in trasferta o per una domenica in compagnia, dove fanno scorta di leccornie; raccontando una filiera produttiva tipica di un territorio, i suoi maestri più o meno sconosciuti…
Vogliono che finalmente i loro connazionali siano coscienti e fieri della ricchezza che hanno tra le mani e che abbiano la capacità di scegliere dove meglio acquistare e come meglio utilizzare le materie prime che li circondano, fidandosi dei consigli delle loro sei nuove amiche.  Di quelle amiche preziose che ti invitano a cena in una giornata storta, che ti mettono in mano un buon calice, che ti lasciano parlare e apparecchiare la tavola mentre ti preparano un sugo odoroso. Quelle di fiducia, insomma.
Ambiziose? Ai postumi l’ardua sentenza…